Caso e Caos 1

A. studia relazioni internazionali. A. studia sempre e comunque. Studia dell’Arabia, dell’Africa e dell’America. Un sacco di A. Studia i presidenti, le guerre mai finite e come argomentare. È piccola, ferrea e decisa a proseguire la sua vita accademica all’estero, lontano da questo Paese che di A ne ha in fine di parola.

A. studia per diventare la seconda Thatcher, la donna di ferro. A. di ferreo ha solo il pugno con il quale impugna le argomentazioni. Il pugno che stringe la penna degli infiniti appunti che annota all’università.

Appunti, appuntamenti. e obiettivi da raggiungere. Anzi, nel linguaggio delle relazioni internazionali, obiettivi da annientare. A di annientare.

Come un bravo capo di Stato, A. ha un’agenda fitta, condensata, un’epifania di cose da fare, tempi da centrare e compiti da consegnare.

Due cose ho imparato da A.

La prima è che chi studia relazioni internazionali non conosce la parola presente, solo futuro. Il presente conta sempre poco. La guerra si finirà, la pace si farà, le tensioni cesseranno. Futuri sempre troppo lontani.

La seconda cosa che ho imparato è che le relazioni internazionali non sono un mondo per donne. Un mio amico, un’altra A., dice che non è un mestiere per le donne, quindi non un mestiere per l’altra A.

Vero. Le donne affiancherebbero un’altra A. A di Amore. Una cosa che A. non riesce a pianificare, così la sera, si ritrova nel letto freddo a combattere una guerra con se stessa fatta di attacchi al nemico respinti e di ritirate. E purtroppo di sconfitte pesanti.

A., prendi la scatola del Risiko, schiera i tuoi carrarmati, in fila uno per uno. Schiera l’esercito e mettiti la tua divisa da comandante più bella. Al momento di iniziare la battaglia, alza il pugno di ferro e scaraventa per terra la scatola del Risiko.

Crea il caos nelle truppe, crea il caos intorno a te.

Per caso, nel caos, troverai la tua A mancante. Il tuo A-lleato.

Sant’Ambrogio, fermata Sant’Ambrogio.

 

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5 commenti

  1. just… thank you! <3

  2. Con la verdefinoacadorna la realtà acquista tutto un altro colore. Anche il grigio della metropolitana milanese si tinge di tinte differenti al suo passaggio. Sì, perché lei è in grado di scovare la poesia nelle cose semplici di tutti i giorni, perché sa costruire una storia speciale ed emozionante a partire da qualcosa che noi abbiamo visto, ma a cui i nostri occhi non hanno dato il giusto valore. Grazie a lei anche i rumori più fastidiosi diventano piacevoli, l’odiosa punteggiatura uno strumento per leggere le relazioni che costruiamo intorno a noi, le parole che usiamo con noncuranza si dotano di nuove sfumature. E’ magico rivedere il mondo attraverso le sue parole, anzi a volte è come se tu stesso lo vedessi per la prima volta!

  3. lapolaroidiuntuffo

    oh, finalmente laverdefinoacadorna ci dà pane per i nostri denti!

  4. Cugina di A.

    Geniale…
    Brava Ilaria!