Porco Rosso

- 5 Gennaio 2011

È inevitabile. Arriva per tutti il momento in cui si passa il periodo Miyazaki; nei soggetti affetti da tale patologia si è riscontrata un’altissima capacità di meravigliarsi e stupirsi (per i colori, per i gesti, per le cose che non si capiscono ma dalle quali si rimane affascinati), una pressocché totale mancanza di senso del tempo (ci si ritrova infatti a ingurgitare un film dopo l’altro, pranzando e cenando davanti alla TV senza soluzione di continuità) e un’eccitazione tale da non poter essere annientata facilmente (neanche con la visione di una puntata di Porta a porta in HD).
È dunque con immenso piacere che mi accingo a consigliarvi uno dei capolavori di Hayao Miyazaki: Porco Rosso. Sì, so già cosa state pensando: “Ma come? Tu non eri quello dei consigli vintage? Questo film è uscito da poco”. Ebbene no, questo film ha visto la luce nel 1992 ed è dunque arrivato già maggiorenne in Italia (la patria dei ritardi cosmici e delle riscoperte, vedi Totoro).
Porco Rosso narra la storia di Marco Pagot, un aviatore italiano dalle fattezze di un maiale antropomorfo. Dopo l’incidente che lo ha trasformato in un porco, Marco rifugge la società e si dedica alla caccia dei pirati dell’aria (intascandone le taglie). Sarà l’incontro con Fio, una giovane meccanica, a restituire a Marco la volontà di riscattare il proprio onore. La cornice spazio-temporale è quella dell’Italia tra le due guerre, un’Italia divisa tra la gioia di vivere, le canzoni, i club e l’inquietante spettro del fascismo.

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Porco Rosso
Regia Hayao Miyazaki
Anno 1992

 

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