Sono un’amante dei tomi voluminosi, perché mi danno l’idea di una più lunga compagnia.

Ma ho imparato anche che, spesso, nella botte piccola c’è il vino buono davvero, e che quello che conta sono le parole che ti rimangono incastrate nelle corde del cuore. Un giorno, scavando tra un mucchio di remainder, ho fatto una pesca miracolosa e mi sono portata a casa un gioiellino di appena 120 pagine che, alla quarta lettura, ancora mi incanta. Perciò ve lo regalo.

Sto parlando de Il postino di Neruda, di Antonio Skàrmeta. Che abbiate visto o meno il film diretto da Troisi non importa. Un tesoro del genere, ironico, poetico, romantico, sensuale, profondo, malinconico e gioioso non ha certo bisogno di essere tradotto in immagini su pellicola per essere apprezzato. Mario sulla sua bicicletta lo vedrete lo stesso benissimo, e i seni di colomba di Beatriz e le palpebre inamovibili di Don Pablo. La storia è semplice come lo sono tutte le grandi storie: il giovanissimo postino Mario ha come unico cliente il sommo poeta Pablo Neruda e presto intesse con lui un rapporto di amicizia e di stima, anche grazie alla fiammeggiante Beatriz, che non verrà meno neppure quando tutti gli ideali moriranno, stretti in un abbraccio di fronte al mare.

[E siccome dopo non potrete far a meno di leggere un po’ di Neruda, vi suggerisco i Cento sonetti d’amore, in particolare quelli della Noche, perché se volete sapere cos’è l’amore dovete leggere versi come questi: “Pensai di morire, sentii dappresso il freddo,/e di quanto io vissi solo te lasciavo:/la tua bocca era il mio giorno e la mia notte terrestri/e la tua pelle la repubblica fondata dai miei baci.”]

«Lei crede che tutto il mondo, voglio dire tutto il mondo, con il vento, i mari, gli alberi, le montagne, il fuoco, gli animali, le case, i deserti, le piogge…»

«… adesso puoi già dire eccetera».

«… gli eccetera! Lei crede che il mondo intro sia la metafora di qualcosa?»

Neruda spalancò la bocca, e il suo mento robusto parve staccarsi dal volto.

«È una stronzata quella che ho domandato, don Pablo?»

«No, davvero, no».

«Però ha fatto una faccia così strana».

«No, il fatto è che mi sono messo a pensare».

Il postino di Neruda

Antonio Skàrmeta

Garzanti

Gli elefanti

8 euro