Al di sopra di ogni sospetto

- 19 Gennaio 2011

Il consiglio di questa settimana è ovviamente slegato da qualsivoglia vicenda d’attualità. Come potrebbe essere altrimenti, quando il film in questione narra la storia di un poliziotto assassino che dissemina la scena del delitto con una serie di prove che lo inchiodano, assolutamente convinto della propria insospettabilità? La sfida di un assassino alla giustizia assume contorni più inquietanti nel momento in cui si scopre che l’assassino è il capo della Omicidi; tramite l’utilizzo del flashback, Elio Petri e Ugo Pirro svelano fin da subito l’identità del colpevole. Ed è tutto un rincorrersi – da parte dei colleghi – delle ipotesi più astruse e delle ricostruzioni più illogiche, pur di non affermare a se stessi – prima che ad altri – la colpevolezza del proprio superiore (al di sopra, appunto, di ogni sospetto). Entra in gioco, secondo il regista Elio Petri, una sorta di meccanismo insito in ognuno di noi: «Ognuno ha la sua fetta di potere e tende ad esercitarla in modo autoritario, perché dentro di noi è disegnata una società repressiva che domanda continuamente una presenza paterna, facendo di tutti noi dei bambini».
Premio Oscar al miglior film straniero 1971, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto va visto per almeno tre motivi: la faccia e l’accento di Gian Maria Volonté, le musiche inquietanti di Ennio Morricone, una sceneggiatura che Elio Petri ha riassunto nella frase «Volevo fare un film sulla polizia, ma a modo mio». (Qualcuno spesso aggiunge un quarto motivo ai precedenti: la presenza nel film di Florinda Bolkan nel ruolo di Augusta Terzi, la vittima.)

Guarda una scena

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
Regia Elio Petri
Anno 1970

 

Commenti chiusi.