Marcello Mastroianni interpreta Federico Fellini e Federico Fellini dirige sé stesso in un film che racconta la perdita di un’idea. Il regista Guido Anselmi (interpretato da un magistrale – è proprio il caso di dirlo – Mastroianni) attraversa una fase di crisi creativa, l’idea per un film è sparita dalla sua testa e Guido deve far fronte alle incessanti richieste di chiarimento provenienti da attrici provinate e ignare della parte che spetta loro, da un produttore comprensivo ma preoccupato, dalla stampa avida di informazioni.
L’ottavo film e mezzo di Fellini (giunto dopo sette lungometraggi e un episodio del film corale Boccaccio ’70) è pronto per essere girato, ma Fellini ha perso l’idea. Il film, effettivamente, non c’è più, non esiste più. E mentre tutti gli fanno gli auguri per il nuovo film in preparazione, Fellini decide di raccontare il disagio di un uomo e affida la prevedibile critica alla figura dell’intellettuale, presente nel film: «la mancanza di un’idea problematica, o se si vuole di una premessa filosofica, rende il film una suite di episodi assolutamente gratuiti».
Così non è, a patto di farsi prendere per mano dal regista e rivivere l’infanzia, le donne e i ricordi di Guido.
Le musiche di Nino Rota e Leo Ferrè rasentano la perfezione nel ricordo di Guido bambino.

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Regia Federico Fellini
Soggetto Federico Fellini, Ennio Flaiano
Anno 1963