Da grande volevo fare tutto

- 26 Dicembre 2010

No, per la principessa non ho mai avuto tempo. Troppo rosa.

La ballerina, poi, mi sembrava stupida, con quel sorriso finto e la coroncina in testa e le calze bianche e le scarpette con le punte di raso luccicanti.

Mi piaceva sognare i lavori dei film e dei cartoni animati e annegare lì, fantasticando su mille scenari possibili.

Ricordo una puntata di Candy Candy in cui lei andava a fare un corso di recitazione e metteva le dita nella presa della corrente per immedesimarsi meglio in un personaggio. Dopo averlo visto, ho pensato che non sarebbe stato male fare l’attrice. Darsi un tono indossando uno sguardo pensoso e un po’ sofferente, vivere di emozioni intense senza sfumature e far brillare i capelli sotto un riflettore. Mettere le dita nella presa della corrente e sopravvivere per raccontarlo.

I telefilm mi convincevano che avrei fatto l’avvocato, ma solo in America. Il tailleur grigio con le spalline, i capelli cotonati e la camicetta bianca e il sorriso gelido da squalo. Dopo Ally McBeal, avrei fatto comunque l’avvocato, ma sarei stata anoressica, anaffettiva e con le visioni.

Il medico no, troppo sangue.

Quella che legge i copioni e decide se devono diventare film, quella che legge i manoscritti e decide se devono diventare libri, la cantante, l’istruttrice di fitness, l’interprete, la voce del supermercato che annuncia i bambini che hanno perso la nonna.

La stylist, volevo fare la stylist.

Chili di Vogue a schermarmi gli occhi, rabbrividendo per le scarpe a punta, le doppie punte, le stampe animalier. Giri di shopping a consigliare amiche insicure, un vocabolario pieno di frasi fatte, occhiali scuri, smalto Chanel.

Oppure no, la voce del navigatore.

La casalinga annoiata, la commessa pettegola, la parrucchiera creativa.

La ministra o l’espatriata.

La scrittrice con il romanzo scandalo nel cassetto o la testimone di un delitto che si innamora del commissario.

L’opinionista da social network, la cicciona del pubblico parlante, la ventriloqua, il cane addestrato a trovare le mine.

L’operaia che incontra Richard Gere e cambia vita o la prostituta che incontra Richard Gere e diventa signora bene.

Qualsiasi cosa. Fammi essere un lavoro, un lavoro qualsiasi.

Tu fammi essere, per favore.

 

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