Da grande volevo fare Antonella Bisonti

- 19 Dicembre 2010

Tutti le volevano bene. Tutti.

La maestra ne faceva un esempio di educazione, le compagne gareggiavano per darle la mano mettendosi in fila per due. Tutte le nonne l’avrebbero voluta come nipote, Antonella.

Con quelle guanciotte rosa e gli occhioni chiari e la frangetta spiaccicata sulla fronte e il sorriso timido delle pastorelle del presepe. Un angelo, Antonella.

Così morbida, tenera, timida. Buona, buonissima. Quasi un formaggino Mio vivente.

Io no.

Io ero quella che parlava a voce troppo alta, quella con le tette prima di tutti, in terza elementare.

Antonella suonava l’organo in chiesa, vinceva sempre a pallavolo, aiutava a sparecchiare la tavola.

Io no.

Odiavo studiare pianoforte, volevo fare pattinaggio sul ghiaccio ma il ghiaccio non c’era, avevo la scoliosi, dimenticavo sempre il coltello e non dicevo mai grazie e per favore.

Però di notte, prima di addormentarmi, volevo essere Antonella Bisonti.

Ti prego, fammi essere come lei. Fammi essere buonissima e zittissima come lei.

Per quanto mi sforzassi di antonellizzarmi, non succedeva mai. Ci provavo sul serio a parlare lenta e dolce, non ridere sguaiata, non farmi guardare le tette e immobilizzarmi in una posa zen da piccola Buddha. Però no, impossibile. Restavo storta come sempre.

Durava pochi secondi, la mia apnea. Poi, peggio di prima. Più volevo stare zitta e più straparlavo, più volevo soffrire in disparte e più mi ritrovavo a fare dichiarazioni d’amore pubbliche a Francesco Inzaloro che non mi voleva. Antonella, invece, sempre con quel sorriso da Gioconda, sempre tutto liscio, facile, bravissima con lode sul tema e le carezze sulla testa dalla direttrice.

Io volevo solo un po’ di calma, uno spazio neutro in cui essere la tappezzeria di me stessa. Talmente pastorella del presepe da risultare invisibile, innocua, in pace. Sai che paradiso.

Un solo giorno da Antonella e poi tutto andrà bene. Ti prego ti prego ti prego ti prego. Ti prometto che faccio la brava, se mi fai cambiare. Da grande fammi fare lei. Così mia mamma mi vuole bene mio padre mi vuole bene mia sorella mi vuole bene mia nonna mi vuole bene e anche il gatto mi vuole bene.

Antonella l’altro ieri mi ha chiesto l’amicizia su facebook ma l’ho ignorata.

Ha perso dieci chili e si veste da cubista.

Sembra una pastorella che va in discoteca, adesso, Antonella.

Io, certe mattine, vorrei ancora essere lei. Poi, mi passa.

 

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