Mathilda è una tredicenne troppo sveglia, con tanta di quella immaginazione che “è praticamente sola”. Vive in una casa molto silenziosa, con una madre che guarda fuori dalla finestra senza vedere niente e un padre che fa i sandwich anche quando dovrebbe urlare. Tutto è cambiato un anno fa, quando qualcuno ha spinto la sorella Helene sotto un treno. Da quel momento la vita dei Savitch si è bloccata, un fermo immagine doloroso che affossa l’elaborazione del lutto sotto un silenzio pesantissimo.

Mathilda è un po’ Holden e molto Oskar, lotta contro il buco della perdita della sorella, i terribili sensi di colpa perché sa anche troppo bene chi l’ha spinta e la paura di un mondo che è sempre in guerra, da quando è nata.  Fortunatamente ha la sua amica Anna, il suo grande amore, dagli occhi così belli che sono “come quelle cose che ti mettono voglia di rubarle”, e Kevin, il vicino dai capelli blu con cui da piccola giocava nel forte. E poi c’è la password dell’account email di Helen da decifrare, per mandare un segno di vita ai tanti amori di questa sorella che dentro di sé aveva un posto speciale fatto di specchi e sperare che magari, così, ritorni un po’ anche da lei.

“Louis e io ci addentriamo sempre più nel giardino […]. Vorrei fermarlo, ma poi decido di no. Se una persona crede che il suo amore sia vivo e nascosto dietro un albero, dirgli che non è vero sarebbe un delitto. Non dico una parola. Faccio per lui quello che nessuno ha mai fatto per me. Lascio che creda.”

Mathilda

Victor Lodato

Bompiani

Narratori stranieri

€ 17.50