Resistere, resistere, resistere?

- 25 Novembre 2010

L’ho letto in due ore, Alice senza niente.

L’ho scaricato pensando vediamo un po’ cos’è questo libro di cui stanno parlando tutti e tra una pagina e l’altra mi è venuto il mal di stomaco. È tutto così vero, ho pensato.

Pietro De Viola ha scritto una storia e l’ha messa online, gratis. Ha detto una cosa tipo voglio che sia gratis per tutti quelli che non hanno quattordici-quindici euro per comprare un libro. Sa usare benissimo i social network, Pietro.

Alice vorrebbe essere tante cose ma non riesce a trovare un lavoro. La laurea non serve a niente, in certi casi. Alice conta i centesimi, mangerebbe solo polli arrosto ma sopravvive con i wurstel del discount, dorme male, si arrabbia e sogna.

Dicono che devi avere pazienza, che gavetta significa resistere, sperare che l’ennesimo invio del cv cambi finalmente le cose, che non si può pretendere di avere tutto e subito, che è normale avere la gastrite a fine giornata.

(A Pietro: chi lo dice è sempre qualcuno che ha un contratto regolare e uno stipendio decente ma si lamenta di non avere mai abbastanza soldi per togliersi gli sfizi, vero?)

Alice senza niente mi colpisce nel momento giusto, quello con telefonate senza senso, bonifici che arriveranno chissà quando, pretese assurde, voci arroganti che insultano e liste di progetti fantasiosi su cui confidare per ribaltare all’improvviso il pronostico sfavorevole della laureata in materie umanistiche che deve andare a fare la prima cosa che capita perché ha sbagliato tutto anni fa.

(A Pietro: anche il mio fidanzato mi rimprovera spesso le stesse cose che Riccardo dice ad Alice, lo sai?)

Pietro aveva una cosa da dire e l’ha detta, facendola diventare un riuscito esperimento di marketing. È la cosa più importante, prendere e fare. Se poi sai scrivere e hai una storia che non parla di femmine stupide, tristi provincialismi ombelicali e amori all’americana, è ancora meglio.

Alla faccia dell’editoria che snobba internet e insegue solo i giornalisti della carta stampata. Per me che lavoro con i libri cercando faticosamente di sottolineare l’importanza del web, tutto questo è confortante perché mi aiuta a non farmi sentire matta, durante certi discorsi.

(A Pietro: Pietro, io Alice senza niente lo regalerei a Natale.)

Distruggere l’immagine che ci si è fatti di sé. Ogni giorno di ogni mese di ogni anno, ciò che mi è passato attraverso, ciò che mi è capitato, mi ha convinto di possedere un certo carattere. Bene: distruggerlo. Io non sono il mio carattere, io non voglio essere ciò che mi è capitato, semplicemente perché io non l’ho mai scelto, tutto quello che ho vissuto.

Alice senza niente

Pietro De Viola

scaricalo gratis

 

Un comment su “Resistere, resistere, resistere?

  1. 1

    Me lo scarico e inizio subito a leggerlo! E, ovviamente, ottima recensione!