Deian e Lorsoglabro

- 1 Novembre 2010

Non penso sia davvero importante scoprire di cosa parlano le canzoni. Spesso si rimane delusi, spiazzati o irritati. E’ un po’ come scoprire che Babbo Natale e Gesù non esistono. Si passa ad altro, ma non è mica uguale.

La prima cosa da fare è non imparare mai l’inglese, la seconda è dimenticarsi l’italiano: isolate le parole, srotolate le sillabe, ascoltate solo le vocali.

Utilizzando questo metodo empirico/sinestetico su questa playlist si ottengono le seguenti scenette:

I Pink Floyd spiano la vicina di casa sperando se ne accorga.
I Perturbazione fischiettano dallo specchietto retrovisore.
I Blur pianificano la rivincita dei penultimi.
Stewie Wonder sorride in maniera troppo esplicita.
Nina Simone sta decidendo se innamorarsi o ubriacarsi. Si gode la scelta.
Paolo Conte sfida la nebbia esistenziale tornando a casa all’alba.
I Beach Boys vanno a catechismo in bicicletta.
John Lennon canta una canzone alla luna battendo le mani.
Jimi Hendrix studia la pioggia pomeridiana.
Neil Young fissa il fuoco mentre si spegne.
Gli Uochi Toki se la prendono necessariamente con tutti.
I Radiohead sfuggono al buio atrofizzato.
Beck ha malditesta e riflette sulla routine dell’indispensabile.
I Joy Division costruiscono una chiesa senza porta.
I Cure hanno sonno.

Attendo smentite.

  1. Pink Floyd – See emily play
  2. Perturbazione – Mondo tempesta
  3. Blur – Beetlebum
  4. Stevie Wonder – Sir Duke
  5. Nina Simone – Love me or leave me
  6. Paolo Conte – Eden
  7. Beach Boys – God only knows
  8. John Lennon – Instant karma
  9. Jimi hendrix – Little wing
  10. Neil Young – Hey hey my my
  11. Uochi toki – L’estetica
  12. Radiohead – Idioteque
  13. Beck – Chemtrails
  14. Joy division – Decades
  15. The cure – Plainsong
 

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