Lui è Ken e io vorrei essere Barbie

- 16 Ottobre 2010

Amore platonico, comprensibilmente unilaterale e senza via d’uscita.

Da quando ho scoperto Ken Garduno, non posso più farne a meno.

Dipendo letteralmente dai suoi disegni, quasi quanto dipendo dalla nicotina.

Seguo il suo blog, il suo flickr, uso le sue illustrazioni come avatar ed è ovviamente mio amico su facebook. (Devo accontentarmi, purtroppo).

Generalmente non ho una tendenza all’idolatria disperata, ma con lui sento di dover fare un’eccezione.

Mi piace perché ha un lato oscuro, come direbbe Harry a Sally.

Ken ha infatti ereditato da sua nonna la passione per l’occulto e, più precisamente, per le bambole kachina. Diciamo che grazie alle propensioni della citata nonna e a uno show in cui parlavano della possibile connessione tra questi spiriti indiani e gli abitanti di altri pianeti, Ken ha iniziato a mettere su carta la sua personalissima visione delle kachina. (Vi invito a vederla sul suo blog).

Mi piace perché grazie a lui i supereroi hanno appetiti sessuali imbarazzanti.

Per una volta Batman preferisce la vita da motel alla gravosa missione save the world.

Mi piace perché se sei un suo amico, puoi chiedergli di illustrare il tuo matrimonio.

Se la coppia è triste, le espressioni facciali saranno tristi. Ken non è un ipocrita.

Mi piace perché è la prima persona di mia conoscenza che ha disegnato una mongolfiera senza alludere al volo, allo sport, al progresso e alle gite domenicali.

Mi piace perché, nonostante sia un uomo e un artista e quindi presumibilmente egocentrico, abbia colto buona parte della natura femminile.

Dopo le donne di Klimt e Schiele, amo le sue. (Anche se spesso si somigliano, perché credo che qualcuna in particolare abbia lasciato il segno).

Mi piace perché non ci gira intorno, è immediato, sincero, dettagliato, irriverente, accattivante, occasionale, spudorato.

Con lui le impostazioni sulla privacy non funzionano. Fingere che sia amore è inutile e il sesso sì, è inflazionato, ma necessario.

Sdrammatizziamo:

Andrew Bird – Oh no

 

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