La vita che s’asciuca è come pietra

- 23 Ottobre 2010

Avevo letto una volta che se di un racconto puoi dire: “Il tema di questo racconto è la guerra” o la depressione economica, o la segregazione razziale, o la mafia, allora forse non è un racconto quello che stai leggendo. Un saggio magari, una monografia forse. Ma non un racconto.

Penso che sia perché la letteratura, come la vita e l’uomo, non procede per temi, ma per grovigli.

È molto difficile non solo ordinare la complessità, ma anche soltanto riuscire a ritrarla.

In questa storia c’è Nerone, un cane randagio, ci sono un padre silenzioso e impenetrabile come una pietra e un figlio che cresce vincendo le figurine a salivella, immaginando una guerra tra i pezzi di spezzatino nel piatto e vivendo in una città dove la gente muore ammazzata.

Sembra tutto vero.

E non solo perché nel ’92 la mafia Falcone lo uccide davvero. Questa storia è vera perché è inevitabile. Non avrebbe potuto avere luogo né in un altro momento, né altrove. Perché da un’altra parte le timpulàte non si danno e i corpi non si stricano e Falcone non se lo sono asciucati e nessuno ti porterebbe a vedere “un film di sparare” e nessuno alzerebbe mai gli occhi al cielo per vedere volare un apparecchio.

Quando ho letto questa storia ho pensato che non era soltanto un racconto, ma il risultato di una conquista.

Anche le pietre si rompono, anche le più dure. Il tempo della crepa arriverà per tutti. Il destino di ogni sasso è quello di frantumarsi.

(Mio padre non ha mai avuto un cane fa parte della collana di :duepunti zoo ||| scritture animali. I libri di questa collana sono stati stampati con inchiostri naturali a base vegetale e le copertine prodotte artigianalmente dallo sterco di elefante.)

Mio padre non ha mai avuto un cane

Davide Enia

:duepunti

zoo ||| scritture animali

6 euro

 

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