– Se mi fai vedere sotto la gonna ti faccio vedere dentro ai pantaloni, mi aveva chiesto. Io avevo risposto di no per non farmi sgridare dalla suora.

Durante la ricreazione davo da mangiare l’insalata alla tartaruga. Mangia l’insalata, dicevo, e lei addentava la foglia spingendo in fuori la testa vecchissima dal guscio. Cammina, le chiedevo, ma lei restava ferma. Forse era solo disobbediente o testarda.

Durante la ricreazione la suora aveva trovato un passerotto. Lo teneva tra le mani e io gli avevo accarezzato la testolina, le avevo chiesto: è ammalato?

Aveva gli occhi piccoli e neri e lucidi, come chi ha la febbre. È ammalato, sì, mi aveva risposto, me l’aveva messo nella tasca del grembiule. Devi darlo a tuo padre, mi aveva detto. Lui saprà cosa fare.

Il passerotto stava così male che non si muoveva nemmeno. Mi stava nella tasca e ogni tanto lo sfioravo come a dirgli, tranquillo, andrà tutto bene.

Mia madre non si era accorta di niente finché, abbottonandomi il cappotto, non aveva visto quel rigonfiamento e i miei tentativi di proteggerlo.

– Cos’è?

– Niente.

E poi per strada era riuscita a infilarsi nelle mie tasche, l’aveva preso tra le mani e si era messa a gridare, è morto! Dove l’hai preso!

– Me l’ha dato la suora, per papà – e lei si era arrabbiata con me e mio padre non sapeva cosa fare, come aveva detto la suora, l’aveva sepolto nell’orto.

– Cosa stai facendo?

– Niente.

Lo stavo annaffiando con l’acqua di Lourdes, se mio padre non sapeva guarire un passerotto morto ci sarei riuscita io, sarebbe stato il mio primo miracolo.

Nella vasca da bagno mia madre mi aveva sfregato forte le mani col sapone, il giorno dopo era andata a lamentarsi con la suora, che era l’unica a sapere di cosa fossi capace. Doveva avermi vista con la tartaruga.

La suora mi aveva spiegato allora che i morti non tornano. Torneranno quando arriverà il giorno del giudizio, ma non prima.

– Neanche le Sante?

– Neanche le Sante.

– Neanche mia nonna?

– Neanche tua nonna.

Allora avevo pensato, non ne vale la pena. Lui, l’avevo incontrato in bagno, un poco più tardi, mi ero tirata su la gonna fino a coprirmi la faccia. Guarda pure, gli avevo detto, ma poi fammi guardare.