Chiudi gli occhi, c’è la luce

- 14 Ottobre 2010

Non avevo mai letto Letizia Muratori. Non so perché, non credo ci sia un motivo preciso.

Eppure i libri Alelphi mi innescano sempre uno strano feticismo: sembrano sempre irraggiungibili, da fuori. Viene voglia di provare a rincorrerli, quegli scrittori.

La storia di Emilia, ex indossatrice degli Anni Sessanta, fa venire freddo. Un gelo che pagina dopo pagina ti striscia nelle ossa, dischiudendo un dolore solidificatosi nel tempo che resta lì, come una pietra, immobile.

Sembra un libro lieve, all’inizio. Poi, arrivata alla fine, resto in silenzio per qualche minuto, ad assorbire il colpo. Qualcuno da qualche parte, ha parlato di “romanzo origami”: è così, davvero.

Lo puoi sentire aprirsi piano piano. Rivelarsi.

Un trauma rimasto sottopelle, fatto di parole non dette e di una paura che no, non si può rivivere. In superficie, una donna ancora bella che si muove con eleganza, accettando di fare un lavoro bizzarro, supervisionare le coppie di giapponesi che vogliono a tutti i costi sposarsi a Roma. Una donna capace di ironizzare su un matrimonio finito ma, allo stesso tempo, bloccarsi in una serie di rapporti familiari interrotti, frantumati.

Un consiglio: tenete a portata di mano una coperta e qualcosa di caldo per avvolgervi e sentirvi vivi subito dopo l’ultima pagina.

“Sebbene si possa anche non sentire niente quando qualcuno ti fa del male, quel male esiste, si consuma e non va mai a fondo, come certi pezzi di sughero nel mare.”

Sole senza nessuno

Letizia Muratori

Adelphi

Fabula

16,00 euro

 

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