Will You Be My Valentine, Chairman Mao?

- 4 Settembre 2010

I’m an alligator,

I’m a mama-papa coming for you,

I’m the space invader,

I’ll be a rock ‘n’ rolling bitch for you.

David Bowie, Moonage Daydream

Se vi piacciono i giocattoli e cercate un esempio a cui ispirarvi per elaborare infallibili strategie di sopravvivenza, allora siete nel posto giusto al momento giusto.

Jim Riswold è un direttore creativo di successo colto all’improvviso dalla leucemia quando decide di autodefinirsi un fake artist che ricordi almeno vagamente il genio americano della pop art.

È il 2000, gli restano pochi mesi di vita e anziché andare in giro per il mondo decide di darsi all’arte, acquistando su internet giocattoli un po’ particolari. All’inizio concentra la sua attenzione solo su Hitler, ma poi capisce che c’è di tutto, anche Stalin, Mao, Franco, Mussolini. Tutti i dittatori in tutte le pose e per tutti i gusti:

“Yes, Mom, I know there’s more to life than Hitler toys. There’s Stalin toys; there’s Mussolini toys; there’s Tojo toys; there’s Franco toys; I bought them all. Then I put Mussolini on a tricycle. And I had Mussolini’s Tricycle.Then I put Hitler on a bunk bed. And I had Hitler’s Bunk Bed. Then I put Stalin on a stroller. And I had Stalin’s Stroller.”

Tra le lamentele della madre e gli elogi del figlio, realizza dei set iperpop rifiutati dalla maggior parte dei galleristi, fino a quando non incontra Bob Kochs della Augen Gallery di Portland che ridendo se ne frega di tutto e decide di esporli. Quello è il momento in cui Hitler salva ufficialmente la vita di Jim. Tutti comprano e il sogno si realizza. Per Jim che ha sempre invidiato l’audacia di Ziggy Stardust, che celebra le nozze del dittatore con Eva Braun, che augura un buon compleanno a Damien Hirst e che va a fare shopping con Jeff Koons, è solo il modo migliore per non morire.

Non gli interessa tanto diventare l’icona del post-iper-ultra pop, “fare arte mi rende felice, mi fa ridere, piace a mio figlio e tutto questo mi basta.”

Basta anche a me. Preferisco sempre un po’di sana ironia alla solennità di una farfalla imbalsamata.

Lo potete trovare qui ancora vivo che racconta l’iter di tutte le sue opere.

(Flavorpill thank you!)

 

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