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Ska dance (zerosei)

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È così, belli miei, non credete: il sudore aspro di quell’estate gli scadeva seccandosi negl’incavi delle ginocchia, i pesci rossi continuavano ‒ eran meno, ma più ostinati ‒ a nuotare nel fontanone della piazza zoppa e deserta, di ragazze che mostrassero le cosce abbronzate se ne trovavano poche, ormai, e quelle poche avevan pure la buccia d’arancia, c’erano stati i mondiali come ogni anno che viene quattro anni dopo l’ultima edizione dei mondiali, i Righeira gracchiavano l’estate sta finendo e tutto sarebbe stato nell’ordine normale delle cose se Lollo non avesse ricevuto quella telefonata.

Era lunedì e comprava pompelmi al mercato: Giulietta è trapassata, gl’aveva detto la dirimpettaia che l’aveva accudita tuttanòtte, usando un termine desueto, scaduto: trapassata.

Tutt’un grumo di ricordi irranciditi s’era costituito stato indipendente ed aveva marciato bellicoso dalla memoria allo stomaco, stomaco di burro sul quale tutti e ventisei i pompelmi comprati al mercato avevano preso la briga di spremersi, in un tripudio d’acidità.

Le bandiere tricolori sventolavano incuranti.

Anche l’euforia sarebbe scaduta, presto più che tardi.

È così, bello mio, non ti credere, gli diceva Giulietta con l’alito di sigarette e pasticche Valda, nella vita di certo c’è solo una cosa: che tutto finisce.

Scade, come il pomodoro in scatola ed i merendini, come il tempo nei quiz a premi, come le cambiali.

Il segreto dove sta, allora?

Nel conservarsi bene: solo così lo metti al culo alle scadenze.

Se la passata non la lasci al sole e non le fai prendere troppo caldo, aggiungeva Giulietta, pure se è scaduta per qualche giorno è ancora buona, e se ne fai un sugo non muore mica nessuno.

Vedi, Lollo, continuava, se preghi Gesù e la Madonna e San Sebastiano, poi quando muori, quando sei scaduto, mica sei per forza da buttare.

Magari ti fan durare la vita qualche tempo in più. Magari non qua, ma da un’altra parte. In paradiso, vogliamo chiamarlo così? Nell’aldilà, ti piace di più?

Non gli sarebbe mai più riuscito, a Lollo, di togliersi dalla testa quel ragionamento del conservarsi bene per finire un po’ dopo, ed un po’ meglio.

Piangeva, in quei scialbi mercoledì di fine estate, ed alla tristezza s’aggiungeva una sadica autocommiserazione, immaginava Giulietta sopraggiungergli austera alle spalle e rimbrottarlo non piangere da donna, adesso, quel che non ti sei saputo mantenere da uomo, come aveva detto la madre all’ultimo sovrano moro di Granada, più altri pensieri strani.

E non c’è poi molt’altro da aggiungere, era tutto là, in quei pensieri strani, in buona sostanza.

 

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1 commento

  1. Asi Claypool

    :(