La ragazza col cappello di paglia e il costume a pois arriva in spiaggia alle nove in punto. Avrebbe voluto arrivare prima, ma quando si è svegliata ha preferito richiudere gli occhi e riafferrare il sogno che stava facendo: lei a teatro con Gianni, quell’idiota. Per recuperare del tempo ha fatto colazione in fretta, al bar, e adesso ha una briciola di pasta frolla su una guancia.

La ragazza col cappello di paglia e il costume a pois stende l’asciugamano, tira fuori dalla borsa una rivista, si siede sul telo e si guarda intorno. A pochi metri da lei deve esserci una famiglia. Una di quelle che quando va al mare ci trasloca. Hanno due ombrelloni, una borsa frigorifera, le sedie a sdraio e una decina di riviste “da cameriere”, come le chiama sua madre. Per ora stanno tutti facendo il bagno – li vede, attraverso gli occhiali da sole, giocare con i materassini e le ciambelle in acqua – ma quando torneranno immagina già il fracasso che faranno. Avrebbe dovuto scegliere un altro posto. Perché è così distratta? Medita se spostarsi di qualche metro, ma poi con un sospiro decide di restare dov’è, e apre la rivista.

È una di quelle riviste femminili che poi si pente sempre di avere comprato perché contengono più pubblicità che contenuti. Per un istante si chiede se non l’abbia comprata proprio per quello, ma solo il pensiero la mette in imbarazzo. Poi però si sorprende a fare quel gioco che le piace fare ogni tanto. Volta pagina, si concentra sul viso dell’attrice usata per la pubblicità (sforzandosi di ignorare il marchio) e richiude velocemente la rivista. Quindi cerca di indovinare che cosa reclamizzi l’attrice. Riesce a farlo un paio di volte – “Scarlett Johansonn… Dior? Madonna… Versace?” – prima che la prenda la solita sensazione di essere ridicola. Allora richiude la rivista, si stende sulla tovaglia e si abbandona a una delle sue fantasie. Pensa che effetto farebbe a Gianni se per caso dovesse trovare lei in una di quelle pubblicità. Se lo immagina dal barbiere, annoiato, voltare pagina – ma i barbieri tengono riviste femminili? Beh, chi se ne frega – e trovare lei, in costume da bagno, che fissa l’orizzonte.

Ovviamente sarebbe più bella che mai, anche perché con Photoshop avrebbero cancellato le rughe che già a trentadue anni le orlano gli occhi, le avrebbero snellito le gambe, magari donato una misura in più di reggiseno. Immagina Gianni alzarsi incredulo, dal barbiere, uscire e chiamarla per confessarle che non ha mai smesso di pensare a lei, mai. Le chiederebbe perdono per averla abbandonata in quella città dove non conosce anima viva e dove si è trasferita solo per stare con lui. L’avrebbe scongiurata di dargli una seconda possibilità. Lei avrebbe ascoltato tutto con calma, poi gli avrebbe detto: “Senti, Gianni…”

“Giusè! Giusè!

La ragazza col cappello di paglia e il costume a pois si alza sui gomiti. Tutti i membri della famiglia sono usciti dall’acqua e si stanno asciugando a un paio di metri da lei. Li osserva attentamente, a uno a uno. Sono tutti sovrappeso. Una ragazza ha le unghie smaltate di verde. Uno ha la pelata coperta da un riportino.

Un altro somiglia a Gianni da piccolo.