La donna ha più o meno cinquant’anni e arriva in spiaggia trafelata, come se fosse in ritardo. Si libera subito dei vestiti e resta soltanto con un costume intero rosso e un paio di occhiali da sole che le coprono metà del viso. Tira fuori un libro voluminoso, sulle mille pagine, una rivista che parla dei programmi televisivi della settimana scorsa, e i cruciverba. Li stende sull’asciugamano e resta a guardarli, come indecisa su quale scegliere. Alla fine opta per la rivista, ma la sfoglia troppo velocemente per affermare che la stia leggendo. E infatti; in realtà la sta solo usando per muovere le mani e pensare in pace a un problema che la assilla da giorni. Per questo è venuta in spiaggia: per pensare. Ha questo dilemma che la notte prima non l’ha praticamente fatta dormire, e ha deciso di venire in spiaggia e prendere finalmente una decisione. Non che si tratti di un problema di dimensioni gigantesche, ma lei è capace di farne una malattia per cose del genere. Insomma, di che colore dovrebbe dipingere le pareti di casa sua? Di azzurro o di verde?

Al solo pensiero adesso gira più velocemente e con più violenza le pagine, tanto che in pochi secondi è arrivata in fondo alla rivista senza averne letto una sola riga. Allora la volta e ricomincia da capo. La sua amica, l’unica vera amica che abbia, una donna della sua età conosciuta due anni prima in fila alla cassa del supermercato, insiste perché faccia dipingere la casa di azzurro. Dona serenità, dice. Ti mette in pace con te stessa. È il colore del mare, dice. E del cielo. Aspetta un attimo: questo vuol dire che a prima vista non sembro una persona serena?, pensa la donna sui quarant’anni strappando quasi una pagina della rivista. Do l’impressione di una che ha bisogno di serenità?

Poi c’è sua madre. Lei è decisa per il verde. È andata a trovarla in quella specie di ospizio dove risiede ora, e la vecchia è stata categorica. “Che non si permetta di dipingere la casa di azzurro!”, ha esclamato in preda a uno dei suoi soliti sbalzi di umore. Ormai si vedono raramente, ma nonostante tutto a cinquant’anni riesce ancora a farla sentire uno zero assoluto. Ma sì, forse dovrebbe fare come dice lei. E verde sia. Sì, ma se poi la mia amica, la mia unica amica, dovesse prendersela? Penserebbe che non tengo in considerazione le sue opinioni, e potrebbe decidere di non vedermi mai più. Va bene, dipingerò la casa di azzurro e basta.

La donna pensa che al limite potrà sempre mentire alla madre, dirle che ha usato il verde. Ma quella è una specie di medium. Riuscirebbe ad annusare da un chilometro di distanza una particella di vernice azzurra caduta su una sua scarpa, e allora la incolperebbe di mentirle, di essere una figlia degenerata, di non darle mai ascolto, come quella volta che si è voluta sposare a ogni costo con quell’idiota, e guardati adesso, sola come un cane, anzi, come una cagna, ché questo sei, una cagna!

E sarebbe fuggita via dalla casa di cura in lacrime e avrebbe rischiato di fare qualche sciocchezza e…

D’accordo, d’accordo. Come non detto, e verde sia. Maledizione.