Un signore che dimostra sessant’anni arriva in spiaggia direttamente in costume. Forse non dà a vederlo, ma trova un piacere particolare nel potersene andare in giro a petto nudo, con i peli bianchi e le macchie della pelle in bella vista, senza che nessuno gli dica niente. Crede sia uno dei pochi vantaggi di avere la sua età. Con sé ha solo una stuoia di vimini e un giallo tascabile che non ha la minima intenzione di aprire.

Sono le sette e un quarto del mattino e in spiaggia non c’è ancora nessuno. L’uomo fissa per qualche secondo l’orizzonte, poi stende la stuoia e ci si siede sopra. Una volta, da giovane, sarebbe stato capace di dire che a quell’ora il mare è stupendo, che il cielo ha dei colori straordinari e che la temperatura è perfetta, ma adesso si è lasciato dietro tutte quelle chiacchiere. Stronzate, le chiama lui. Cosa c’è di bello nel mare? Niente. È solo acqua salata. E nella sabbia, nella luce del mattino, nel sole, in tutto quanto? Che c’è da ammirare? Nulla, ecco la verità. Pensa a questo l’uomo, fissandosi i piedi mezzi immersi nella sabbia. Qualcuno, sua figlia per esempio, potrebbe chiamarlo cinico. E va bene, è un cinico, e allora? Al mondo ci sono difetti ben peggiori del cinismo, o no? A proposito, da quant’è che non sente Claudia? Settimane? Mesi, forse? Non che faccia chissà quale differenza. Tanto quando la chiama finiscono sempre per scambiarsi un paio di battute preconfezionate, le chiede come stanno i bambini senza preoccuparsi di ricordare i loro nomi, e la saluta. “Ci sentiamo presto”, dice lei alla fine di quelle telefonate. Come no.

Il signore che dimostra sessant’anni decide di fare una passeggiata sul bagnasciuga. È indeciso se portare con sé il giallo, per paura che glielo rubino, ma poi si dice che nessuno ruberebbe mai un tascabile. E ammesso che lo facciano, chi se ne frega? E comunque la spiaggia è ancora vuota. Con uno schiocco delle articolazioni si alza dalla stuoia e si incammina verso la fine del golfetto. Ci mette un po’ a trovare un’andatura decente, né troppo lenta né troppo veloce, ma nonostante questo dopo dieci minuti si accorge di avere già la fronte ricoperta di sudore. Se l’asciuga con l’avambraccio peloso, poi torna a fissare l’orizzonte. Sarà anche un cinico, pensa, ma è la verità: non c’è niente che abbia un senso. Quel mare, quel sole. Lui.