Il racconto di un idiota, pieno di urlo e furore

- 2 Settembre 2010

L’urlo e il furore è la storia dei Compson, una famiglia americana negli anni della Depressione. La loro voce è sapientemente scandita in quattro tempi.

Primo: è il sette aprile 1928 e lui è Benjy, ha trentatré anni e un ritardo mentale. Molte cose lo inquietano, solo poche lo rassicurano: le carezze di Caddy, il fuoco che brucia, un cuscino logoro tra le braccia.

Secondo: due giugno 1910. Il protagonista è Quentin con la sua solitudine epidemica. Il suo monologo si dipana lungo un tempo impietoso, mentre lui è vittima di un amore impossibile e totale, coltiva la colpa di frequentare Harvard e patisce il profumo straziante che ha il caprifoglio al tramonto.

Terzo tempo: sei aprile 1928. Jason si fa adulto giocoforza, è cinico, risparmiatore ossessivo, e ha la pretesa di dominare gli altri personaggi. Infine è la volta di Dilsey – otto aprile 1928 –, la vecchia serva dei Compson, con la sua pazienza ingombrante è forse l’unico personaggio non ambiguo del romanzo.

Quando inizi a leggere L’urlo e il furore sei subito tentato di desistere. È un libro che va affrontato con voluttuosa caparbietà. Quindi se vuoi indugia, aspetta, cerca il momento giusto. Però leggilo, L’urlo e il furore, accetta la sfida e poi goditi il premio.

Non è quando capisci che nulla può aiutarti – religione, orgoglio, qualsiasi cosa – è quando capisci di non aver bisogno di nulla.

L’urlo e il furore

William Faulkner

Einaudi

ET Scrittori

€ 11,50

 

2 commenti su “Il racconto di un idiota, pieno di urlo e furore

  1. 1

    Fondamentale leggere i primi due capitoli senza pretendere di capire tutto a livello razionale. Meglio leggerli in americano. Poi leggere gli altri 2. E poi rileggere il primo. Aiuta molto leggere (prima) la postfazione di WF sulla famiglia Compson. A me ha aiutato molto leggere prima altre cose di WF (As I Lay Dying, ma anche Was, in Go Down Moses, che ha la stessa struttura demotivante in scala ridotta – lo scoglio e il caos sono le prime 2 pagine). Poi correte a leggere Light in August

  2. 2

    L’appendice di Faulkner sulla famiglia Compson oltre a essere illuminante è scritta in maniera meravigliosa. E’ una delle parti che ho riletto e che rileggo più spesso, insieme al monologo di Quantin e al delirio di Benjamin (e alla fine volevo quasi essere uno dei Compson).
    Grazie per i tuoi suggerimenti, Davide.