A Jerry Calà non sarebbe successo 2

- 10 Settembre 2010

Parola da usare: “le chiavi di casa”

Parole da non usare: “dimenticare”, “lasciare”, “porta”, “cercare”, “trovare”

La Betty è un rullo compressore. Nel tempo che ci avete messo a leggere questo inizio di racconto, lei ha quasi certamente trovato un nuovo fidanzato e ha gettato le basi per tradire anche lui. Con me, per fortuna, non ha coinvolgimenti sentimentali: è la mia migliore amica, quella che mi cambia la gomma se ho bucato in autostrada – io non lo so fare – , quella a cui ho dato le chiavi di casa, cose così.

Un pomeriggio era venuta con me in biblioteca. Ci eravamo seduti tutti e due davanti alla ragazza più bella del mondo, sempre col suo tomo trecentesco, io con i miei libri su Jerry Calà, la Betty con un testo di psicologia.

Ho aspettato che qualcosa accadesse, che la Betty agisse per tre lunghissime ore.

Dopo tre ore passate ad aspettare un evento, un’iniziativa, un lampo di genio, avevo scritto su un foglietto “Betty, pensi di fare qualcosa entro oggi? Così, per sapere. Prima che io muoia di vecchiaia.”

Lei aveva risposto svelta “Stai calmo. Sto lavorando per te.”

Io avevo scarabocchiato nervoso “Stai lavorando per me? Non stai facendo niente!”

Lei aveva replicato placida. “Posso capire mille cose solo guardandola. Ricorda che studio psicologia.”

In quel momento la ragazza più bella del mondo si era alzata, aveva raccolto il suo tomo e se n’era andata. Io avevo fissato la Betty con tantissimo disprezzo. Lei mi aveva fatto segno di star calmo.

La ragazza era uscita dalla sala. La Betty l’aveva seguita, senza fretta.

Tre minuti dopo era tornata col sorriso del trionfo. “A posto”, aveva detto, “si chiama Alice, è single, pesci ascendente pesci, stasera esce con te, avete appuntamento alle otto davanti all’Europa Cinema, e non ti mettere la solita schifosa maglietta dei Griffin, per favore.”

Non voglio sapere come ha fatto.

Quando si trasfigura così, la Betty fa davvero paura.

Prima di uscire dalla biblioteca la Betty intercetta un biondino, pure lui con un libro di psicologia sottobraccio. Sfiorandosi lei inarca un sopracciglio, lui si accarezza il mento. Secondo la Betty, che ha studiato linguaggio del corpo, se lo dicono così, gli psicologi, che hanno voglia di trombare entro mezz’ora.

Tra di loro. Chiaramente.

Ora sono davanti all’Europa Cinema con venti minuti di anticipo, più agitato di una giovane sposa. Mi sono preparato alla serata analizzando tre diversi accostamenti camicia-pantaloni. Ho usato due volte il filo interdentale.

Cammino avanti e indietro con la paranoia di avere l’alito fetido. Ingoio caramelle alla menta finché non ho la bocca arida. Con la bocca arida dovrei bere un litro d’acqua, ma dopo avrei problemi a controllare la vescica al cinema, ed è brutto andare in bagno a metà film al primo appuntamento…

Santo cielo. Come sopravvivevo agli appuntamenti a diciott’anni?

 

Un comment su “A Jerry Calà non sarebbe successo 2

  1. 1

    Divertente.

    Chissà come andrà a finire?