• un libro: Il lungo addio, Raymond Chandler (1953).
Amicizia, alcool, donne bellissime, omicidi. L’investigatore Philip Marlowe e le strade di Los Angeles nel noir più autobiografico di Chandler. Per un’estate vintage.
• un film: Down with Love, Peyton Reed (2oo3).
Una storia stupida con una scenografia stupenda.
• un album/canzone: Home, Edward Sharpe and The Magnetic Zeros (2009).
Provate a togliervela dalla testa.
• un cibo: Il gelato gusto vaniglia Tahiti e cioccolato bianco da Petrini a Roma.
Dopo il gusto caramello al sale di Grom, ho trovato la mia nuova dipendenza.
• una parola: Cloro.
Lo odiano tutti perché fa sbiadire l’abbronzatura, ma a me piace l’odore.
• un oggetto: Il libro sotto l’ombrellone.
La sabbia tra le pagine, poi, è molto meglio di un souvenir.
• un luogo: La piazza di Marzamemi, in Sicilia.
Fate scendere la sera bevendo un aperitivo. Poi, cenate al ristorante con le sedie azzurre. Brindate a voi stessi, sorridete.

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Non seguirò nessuno di questi consigli – non perché ritenga che la fonte non sia attendibile ma solo perché discostano molto da quelli che sono i miei gusti e le mie inclinazioni – ma rivederci tutto dell’autrice è come annusare le lenzuola lavate di fresco. I miss her so much.
Mi chiamavano Giuditta.