Consigli setteperunici: Mara

- 30 Luglio 2010

• un libro: Il sesso delle ciliegie, Jeannette Winterson (1999).

“Mi chiamano la Donna Cane e a me sta bene così. Io lo chiamo Jordan e mi sta bene così. […] Volevo dargli il nome di un fiume, un nome che non fosse collegato a niente, proprio come l’acqua che non è collegata a niente.”

• un film: The Jacket, John Maybury (2005).

“Avevo 27 anni la prima volta che sono morto, ricordo la luce bianca, c’era la guerra e mi sentivo vivo, ma in realtà ero morto. […] A volte viviamo per sconfiggere le probabilità della vita. Io non sono folle, anche se secondo loro lo ero.”

• una canzone: Il palombaro, Perturbazione (2010).

“Di tutto il tempo d’oro che ho passato immerso dentro te ricordo solo attimi, istanti, i fianchi e gli occhi tuoi. Di tutto non rimangono che frasi impigliate alle reti.”

• un piatto: Caprese.

“Quando lasci Roma per Capri passi in tre ore da una zona del mondo a un’altra. E quella in cui passi, quando arrivi a Capri, è la dimensione del mito.” (Raffaele La Capria)

• una parola: Entusiasmo.

Dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre come “con Dio dentro di sé” o “invasamento divino”.

• un oggetto: Aquilone.

“Partivano all’inseguimento dell’aquilone che, in balia del vento, veniva sospinto da un quartiere all’altro finché, scendendo a spirale, atterrava in un campo, in un giardino, su un albero, sul tetto di una casa.” (Il cacciatore d’aquiloni, Khaled Hosseini)

• un luogo: Treno.

“«Je voyage l’amour… » modulò. L’idea di usare transitivamente il verbo voyager gli diede il senso di pienezza che danno le intuizioni poetiche anche minime, e la soddisfazione d’aver finalmente trovato un’espressione adeguata al suo stato d’animo.” (L’avventura di un viaggiatore da Gli amori difficili, Italo Calvino)

 

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