Rose rosse per te… Torta di rose per me!

- 11 Giugno 2010

Per l’impasto:

600 gr di farina

6 tuorli d’uovo

2 cucchiai di zucchero

Scorza grattugiata di un limone

50 gr di lievito di birra

300 ml di latte

1 pizzico di sale

Per la crema di burro:

300 gr di burro morbido

300 gr di zucchero

Voi ce l’avete la coinquilina-mamma? Noi ce l’avevamo. Santa donnina, la nostra casa non sarebbe stata la stessa senza di lei. Anzi, non sarebbe proprio stata. Crollata sotto il peso dei piatti da lavare, o collassata nel buco nero delle nostre crisi esistenziali. Lei aveva una parola saggia e buona per tutti, lei aveva il tempo e la voglia di fare le pulizie o preparare un pasto caldo mentre noi ciondolavamo in pigiama piangendo sui libri e sullo studio last-minute. Lei aveva tante ricette meravigliose, e siccome era anche buona e magnanima, ce le rivelava. Un giorno, mentre noialtre ciondolavamo in pigiama piangendo sui libri, ha detto: “Adesso faccio la torta di rose”. E noi: “?”, immaginando una qualche sfoglia nouvelle cousine all’aroma di petali floreali. Quanto ci sbagliavamo. Il giorno dopo gustammo la colazione più morbidosa e pucciolosa della nostra carriera universitaria. E adesso, visto che anch’io sono magnanima, vi dico come si fa.

Prendete 600 grammi di farina, 6 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di zucchero, la scorza grattugiata di un limone, 50 grammi di lievito di birra, 300 ml di latte e un pizzico di sale, impastate il tutto, dev’essere bello sodo, poi stendete col mattarello per ottenere una sfoglia alta circa un centimetro. Spalmateci sopra una crema fatta con 300 grammi di burro morbido e 300 grammi di zucchero, tagliate a strisce alte circa 5 centimetri e arrotolatele. Disponete in una teglia i cilindretti così ottenuti, un po’ distanziati, ché sono bocciuoli di rosa e hanno da schiudersi col calore del forno a 200 gradi in cui metterete la teglia, ma questo lo farete solo dopo che il tutto avrà lievitato un’ora o più. Dopo un quarto d’ora/mezzoretta di forno, la scenografica quanto goduriosa torta sarà pronta per essere pucciata nel caffellatte. Quando poi la prova costume sarà solo un doloroso ricordo, potrete pure farcirla con un salutare strato di nutella. Porterò i vostri ringraziamenti a mamma-coinquilina.

 

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