Dove vanno tutti i libri che leggiamo? Quanti, tra quelli che abbiamo amato, sono ambientati a New York? Paolo Cognetti scrive di una città che “è fatta di isole, ponti, palazzi, e di infinite pagine di carta. È popolata da otto milioni di abitanti e da quelli che nessuno si è mai messo a contare, i personaggi che vivono dentro i racconti, i romanzi, le poesie”.

New York è una finestra senza tende è una guida scritta prendendo appunti tra un giro e l’altro per la città, alla scoperta di palazzi che non esistono più, strade che hanno cambiato nome, quartieri in evoluzione. Quelli di Cognetti sono gli occhi del lettore, di chi cerca i luoghi dove hanno vissuto i propri personaggi preferiti e si guarda intorno con una sorta di déjà vu perché sente già scorrersi quei luoghi sconosciuti sotto pelle, li possiede già.

Salinger, Auster, Moody, Lethem, i percorsi opposti e incrociati di Melville e Whitman, Kerouac, Capote, Miller: la vite degli scrittori si mescolano con i frammenti di libri rimasti nel cuore, imparati a memoria.

Per una settimana è stata la mia lettura andando al lavoro in metro, la sospensione prima di giornate fatte di mail, telefonate, ansie da prestazione. L’ho centellinata concedendomi poche pagine a tragitto, assaporando le ultime parole su una scala mobile, sorridendo.

Non sono mai stata a New York. Non quella vera, almeno. C’è una New York che vive già nella mia testa e Paolo Cognetti mi ha aiutato a ritrovarla.

New York è una finestra senza tende

Paolo Cognetti

Editori Laterza

collana Contromano

Euro 14,00

con dvd