Effetti collaterali: ridere e chiedersi perché

- 29 Giugno 2010

«Breve racconto: un uomo si sveglia al mattino e scopre di essersi trasformato nei propri plantari». Che vuol dire?  Probabilmente niente.

Se non amate Woody Allen non leggete questo libro. Rischiate di ritrovare la stessa ironia caustica dei suoi film. Non leggetelo se non amate l’umorismo ebraico e il motto di spirito.

Effetti collaterali è una raccolta di brevi racconti, ma non solo. Ci sono anche osservazioni autobiografiche e allucinazioni croniche. Più il racconto si stacca dal reale maggiore diventa la sua carica parodistica, fino a sfociare quasi nel paradosso.

Effetti collaterali è satira: ogni pagina è come un vassoio, ricca di sapori decisi e inconciliabili, da leggere furiosamente finché non arriva la battuta pungente che non ti aspettavi, dopo pagine farcite di ogni sorta di disturbo semantico.

Consigliato a quelli che hanno un figlio di nome Benny e al mattino mangiano marmellata.

«Benny! Benny!» Una madre sta chiamando suo figlio. Benny ha sedici anni, ma ha già la fedina sporca. A ventisei anni andrà sulla sedia elettrica. A trentasei, sarà impiccato. A cinquanta, sarà proprietario di una lavanderia a secco. Ora sua madre serve la colazione, e siccome la famiglia è troppo povera per permettersi pane fresco spalma la marmellata sul News.

Effetti collaterali

Woody Allen

Bompiani

Euro 7,50

 

Un comment su “Effetti collaterali: ridere e chiedersi perché

  1. 1

    secondo me, siamo in due ad averlo letto.
    beh, peggio per loro :-D