Ingredienti:

2 uova

qualche pomodorino fresco

formaggio che fonde

sale

Se vi chiedessi qual è la vostra colazione ideale, voi probabilmente mi rispondereste 1) Caffè. Solo caffè. Una tazzina di caffè; 2) Cappuccio e brioche (mi correggo: “cappuccio e cornetto”); 3)caffelatte e una qualche quintalata di pandistelle, macine, gocciole o simili inzuppaticisi dentro. Qualcuno potrebbe citare la Nutella, qualcun altro sostituire i biscotti con le fette biscottate. I salutisti più indefessi si spingerebbero poi nei terreni sconosciuti dei cereali e delle fibre, in zona All Bran, Corn Flakes o Kellog’s Special K. E in tutto ciò, niente salsicce, niente formaggi, nemmeno l’ombra di uova: sode, strapazzateo alla coque. Niente bacon fritto o peperoni imbuttunati. Tutto questo, diciamolo, è molto italiano, e Stanis LaRochelle sottoscriverebbe. La colazione ha da essere dolce e leggera. Uno spuntino appena accennato. Un apostrofo rosa tra il risveglio e un pranzetto di otto portate. Io invece, ebbene lo confesso, sono una da colazione salata. Aborro il cornetto. Disdegno i frollini. Snobbo i cereali. Sono di quelle che quando sta in albergo all’estero si riempie il piatto di prosciutti, salami, formaggi e che non si alza dalla sedia se non ha consumato almeno un paio di uova, le vere reginette della continental breakfast.

Quindi, senza spingermi nei territori ardimentosi dei fagioli piccanti o il bacon fritto con i peperoni, oggi propongo una soft continental breakfast. Una cosa tranquilla, per il sabato o la domenica mattina. Una ricettina a base di uova. Consideratela pure un’introduzione alla colazione di sostanza.

Il tutto è molto facile, basta avere una padella antiaderente. Sbattete le uova intere e versatele nella padella unta di olio. Salate. Aspettate qualche minuto e aggiungete SOLO SU UNA METÀ dell’omelette i pomodorini tagliati a cubetti e i quadratini di formaggio (qualsiasi avanzo di latticino abbiate in frigo va bene, purché si sciolga). Ancora un istante e potete procedere al salto, ma solo se ve la sentite e avete il polso fermo e agile. Altrimenti aiutatevi con una paletta per ribaltare la metà rimasta scondita in modo che vada a coprire quella condita, creando una mezzaluna. Dopo qualche minuto, ribaltate di nuovo il tutto, in modo che l’omelette si cuocia bene anche dall’altro lato. Servite e guastate.

Io, quest’omelette, la mia preferita, di solito l’accompagno con del pane imburrato, il che è molto francese, lo so. Ma forse voi preferite del pane semplice, senza burro. O magari dolce. O no?