Lieto (alla) fine

Babbo, babbo, non si muove!

Istruzioni per il bambino: taci, non hanno aperto le selezioni per le voci bianche. Togliti, certo che mi muovo, non avrò l’argento vivo come te, ma sono ancora abbastanza flessibile e atletica da reggermi sulle mie gambe. Tornatene dal tuo babbo, e prega perché non sia quell’avvenente brizzolato che avevo visto poco fa. Non ti grido dietro perché in questo momento sono vulnerabile, ma ciò non mi impedisce di farti lo sgambetto appena posso, o di frizionare una crêpe alla nutella sulla tua testa da puttino.

Mistero: in virtù di quale strana congiuntura ho deciso di ascoltare l’oroscopo di questa settimana, saccente e profetico, che ha avuto la presunzione di dirmi che qualcuno di importante sarebbe entrato nella mia vita? Va bene, Oroscopo, da quando ti seguo non mi hai mai delusa, ma stavolta potevi impegnarti, sappi che non ci hai preso, e dire che avevi previsto anche il giorno.

Faccio un giro di corsa attorno al castello per non vanificare il tragitto, mi chiedo chi mai sarebbe entrato nella mia vita se non tu, ma… Io non è mai stata abilissima a decodificare i segni, talvolta fallisce anche con la propria grafia, magari quando ci risentiremo mi toccherà una balla fresca di produzione tipo che non ti piacciono le donne. Mi dico illusa, telefono a quattro amici per farmelo dire anche da loro, mi chiedono “perché”, dico “speravo”, mi dicono “dove sei”, dico “al parco”, mi dicono “da sola”, dico “che c’è di strano”, mi dico “da quando sono rimasta single non c’è più nulla di strano, neanche limonare con lo specchio”. Decido che il cibo mi può consolare: è piacevole, non sproloquia, non ha le vertigini, di sicuro ti piace e non ti tira bidoni a tua insaputa. Ci sono gli alpini che stappano vino e distribuiscono porzioni di un dolce tradizionale che non conosco, prendo solo il vino o entrambi? Io non si preoccupa della linea, ma prende solo il dolce.

Mi si è appena liberato il pomeriggio; ieri, a chiunque avesse telefonato per conoscere i miei programmi, avrei detto: “Consulto la mia agenda… Ah no, mi dispiace, domenica mi apparirà the perfect man e io lo seguirò anche nella peggiore catapecchia, spensierata e accecata”. Torno a casa e faccio dei miei vestiti di oggi un tappeto, lascio scorrere l’acqua in bagno, il dilemma bagno o doccia mi si profila netto davanti agli occhi come quella luccicante ragnatela appesa tra il lampadario e la ventola, la mia attenzione però è deviata dal flacone appiccicoso di docciaschiuma al profumo di gianduiotto che riposa in silenzio sulla ceramica rosa antico. Gianduiotto… Come si fa a toppare sui gusti di una che sta con te da più di due anni? L’acqua scorre quando il telefono squilla, è Ofelia, per lei anche il taglio del pelo del cane della vicina è un evento di rilevanza planetaria che merita un livello di attenzione quantificabile in circa venti minuti di telefonata. Ofelia, possibile che una laurea in biologia, un lavoro, un marito e un’iguana da appartamento non riescano a impegnarti uno dei sei giorni di vacanza che ti spettano di diritto?

Pronto, Fefé, sono appena tornata, no, nessuna fuga d’amore all’orizzonte.

Silenzio all’altro capo, poi tutto d’un fiato:

Lo so che dovevi aspettare domani, ma sul tuo materiale c’ho voluto lavorare io perché ero troppo curiosa, ho visto le gonadotropine corioniche.

Parla italiano, Fefé!

Devi mettere una culla dove ora tieni la collezione di matrioske.

Oroscopo, sapevo che non mi avresti tradita.