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Per fortuna che c’è Workaway

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Ogni anno, di questi tempi, un pensiero unisce tutti noi studenti squattrinati, lavoratori precari, accumulatori di stress e adipe invernale: dove vado quest’estate? Ma ancor prima: potrò permettermi di lasciare il mio quartiere almeno per qualche giorno quest’estate?

E così cominciamo a vagare per la rete (prima pigramente, poi, al raggiungimento dei 30 gradi all’ombra, sempre più spasmodicamente) in cerca di soluzioni low-cost. La rubrica degli amici emigrati viene rispolverata, fantasmi degli Erasmus di dieci anni fa vengono rievocati senza vergogna. Chissà se Nicoletta sta ancora a Malaga, magari le avanza una brandina!

Nicoletta intanto ha fatto tre figli, si è trasferita a Sezze Scalo e lavora alle Poste.

Una possibile soluzione al nostro dilemma si trova qui: www.workaway.info.

La filosofia del progetto è molto semplice: in cambio di qualche ora di onesto lavoro, vi saranno garantiti vitto e alloggio.

Dove? Ovunque vogliate andare. Digitate un Paese: lo trovate.

Da chi? Dagli ospitanti, naturalmente.

Di che lavori si tratta? Questa è la risposta divertente, quella che fa la differenza rispetto ai tradizionali scambi au pair. Potreste scegliere di spazzolare cavalli in un ranch in California, di allevare cani da slitta in Siberia, di costruire un rifugio per animali in Nuova Zelanda o di raccogliere erbe medicinali nella foresta amazzonica in Perù.

Ora sono certa di aver catturato la vostra attenzione. Date un’occhiata: garantisco almeno un pomeriggio intero di fantasticherie e progetti avventurosi e a basso costo.

Bon voyage!

 

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1 commento

  1. valeriadarbt

    ne so qualcosa di fantasmi del passato! saluto tutti i fantasmi del presente.
    v