Perché Demo Magazine? Perché volevamo aprire una casa editrice ma non proprio. Volevamo aprire una rivista ma non proprio. Volevamo organizzare un concorso letterario ma non proprio.

Volevamo pubblicare libri che piacessero a noi – tre superlettori pop’n’snob editori wannabe – e che, soprattutto, piacessero a tutti i superlettori là fuori, quelli che non credono più nei premi ufficiali e nelle fascette. Volevamo fondare la DEMOcrazia letteraria, e l’abbiamo fatto.

Come in ogni democrazia che si rispetti, ci sono i candidati: sono gli scrittori che ci manderanno le loro opere. E ci sono gli elettori, anzi gli e-lettori: sono gli abbonati, che voteranno per i loro romanzi, racconti, poesie preferiti. E c’è un vincitore che, senza trucco e senza broglio, pubblicherà il suo libro. E potrà dire: pubblico perché la gente mi ha letto ed eletto. Sono soddisfazioni, no?

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