Aiutami a bucare la notte (cit.)

- 31 Maggio 2010

«Disegna una nuova mappa, una mappa del mondo tutta tua.

La mappa del tuo mondo. Non voglio che accetti il mondo così com’è.

Voglio che te lo inventi. Voglio che tu abbia questa capacità.

Di creare la tua realtà. Le tue leggi.

È questo che voglio tentare di insegnarti.»

Nel libro Soffocare di Chuck Palahniuk c’è la madre che chiede al figlio di creare una personale mappa del mondo e c’è Denny che colleziona pietre di ogni genere e grandezza per nemmeno lui sa quale motivo. Nessuno sa quello che ne verrà fuori, ma non importa, quello che si costruisce potrebbe essere qualsiasi cosa.

James Brett aveva iniziato così. Collezionando nella sua piccola casa londinese tutte le più semplici creazioni artistiche che gli capitavano davanti agli occhi fino a quando non decise di creare il Museum of Everything. Chiese amichevolmente in prestito il nome a un eccentrico signore ottantenne residente nell’isola di Wight, il quale aveva a sua volta la mania di raccogliere qualsiasi cosa e riporla nel suo personale museo di tutte le cose.

I due diventarono amici e io non posso fare altro che ringraziarli dopo aver visto una delle mostre più belle della mia vita.

Il Museum of Everything è stato inaugurato a Londra lo scorso anno e ora Mr. Brett ha deciso di darlo in prestito alla Pinacoteca Agnelli di Torino fino al 29 agosto. Quindi siete ancora tutti perfettamente in tempo.

Perché andare lì e non al parco oppure a fare un aperitivo?

Perché l’aperitivo inizia quando la mostra chiude al pubblico e al parco alla fine vi annoiereste, andreste con gli amici di sempre, finireste con il non conoscere nessuno e la vostra allergia potrebbe anche peggiorare. Anche da soli farebbe poca differenza, a meno che non siate dei sessodipendenti.

Se invece decidete di prendere la macchina o il primo tram disponibile direzione Lingotto, avrete il privilegio di conoscere Sister Gertrude Morgan che si professava la Sposa dell’Agnello e scoprire cosa sia successo al suo giardino di quadrifogli; potrete vedere i regali disegni di corte di Aloise Corbaz, la governante che si innamorò perdutamente del Kaiser Guglielmo II; immaginerete di ascoltare le bambole di Calvin e Ruby Black, una coppia che a Possum Trot ricostruì la storia delle loro vite in un modo decisamente insolito. Incontrerete i “passeri spaventosi” di Hawkins Bolden e vi domanderete come sia riuscito a realizzarli, sentirete le voci di Madge Gill, conoscerete le Vivian Girls e vi stupirete che alcune opere siano state recuperate direttamente dai cassonetti dell’immondizia e potrete addirittura eccitarvi guardando le foto di Miroslav Tichy (un buon motivo questo anche per i sessodipendenti).

Non guarderete l’orologio, inizierete a sovrapporre lettere e numeri e per la prima volta sarete davvero curiosi di leggere tutte le didascalie alle opere.

Fidatevi, non ve ne perderete nemmeno una.

Vi farete molte domande, forse troppe e le risposte come al solito saranno poche e confuse. Ma non v’importerà, perché quando sarete nel giardino ormai non più segreto di Nek Chand inizierete a pensare che forse anche Denny sarebbe potuto diventare un eroe nazionale e, perché no, magari anche voi.

I puri resteranno felicemente disorientati, i bisognosi di etichette saranno dubbiosamente soddisfatti, i disinteressati giunti per caso o per favore se ne andranno più incazzati di prima, ma se intuitivi quel giorno, vedranno crescere un interesse che avranno difficoltà a riconoscere e infine, se siamo fortunati, i seguaci dell’Arte, potrebbero contemplare la remota possibilità di darsi a un assolutismo illuminato.

A tutti auguro solo di riuscire a costruire un mondo in cui bucare la notte, proprio come hanno fatto loro. È questo quello che importa.

Colonna sonora consigliata:

http://www.youtube.com/watch?v=27SbVk1i-RI

Dettagli:

http://www.museumofeverything.com/

http://www.pinacoteca-agnelli.it/the-museum-of-everything/

[Il titolo di questo post è tratto da Liberaci dagli sbirri, di Gabriele Reggi, Isbn Edizioni]

 

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