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Tiroide 1

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Ho la sindrome di Hashimoto, meglio nota come ipertiroidismo. In poche parole rischio, da un giorno all’altro, di ritrovarmi due occhi come Marty Feldman, con la sicurezza di non riscuotere lo stesso successo comico e cinematografico.

La cura più semplice consiste nel prendere il Tapazole. Minuscole pillole da ingollare ogni giorno, stando attenti a non farle fermare in gola. Questo perché la dimensione è inversamente proporzionale all’amarezza che possono produrre. Il loro sapore è devastante. Per ora tengono a bada la mia tiroide sovraeccitata. Nel frattempo ho già cambiato tre endocrinologi.

In realtà l’ipertiroidismo può essere uno dei sintomi del morbo di Basedow.

Karl Adolph von Basedow descrisse la malattia nel 1840. Cinque anni prima un medico irlandese, tale Graves, aveva già riscontrato gli stessi sintomi in alcuni pazienti. Nonostante ciò in Europa si è diffuso convenzionalmente il nome del tedesco, bistrattando così l’irlandese.

Bono Vox, dublinese come Graves, aveva scritto una canzone di denuncia contro tale nefandezza storica, ma per oscuri motivi non è mai stata pubblicata.

Io emulo Basedow, facendo mie le diagnosi degli endocrinologi scartati, in modo da presentarmi preparato al nuovo specialista.

– Vedo che sa molte cose, studia medicina?

– Letteratura.

La cosa più assurda è che la tiroide mi permette di vivere tranquillamente. Dovrei avere scatti di nervi improvvisi, sensazione di stanchezza, fastidio per la luce solare. Non ho riscontrato nulla, a parte un’alienante sensazione di déjà vu ogni qualvolta ritiro i risultati delle analisi del sangue.

A essere precisi, l’effetto agisce dopo la lettura dei miei ormoni, ancora in sovrapproduzione. Mia madre mi chiama e so già cosa dirà. Prevedo le reazioni e le parole di conforto del medico, che si sarà dimenticato di avermi detto le stesse identiche cose tre mesi prima. L’ultima volta, però, ho preso una precauzione.

La produzione di ormoni era aumentata improvvisamente. Male. Il prelievo l’avevo fatto a Roma, dove studio attualmente, ma due ore dopo il ritiro, inspiegabilmente l’intera mia famiglia sapeva dell’esito. Misteri dell’inciucio campano. La rete di spionaggio aveva in testa mia madre che mi ha telefonato terrorizzata.

– COME STAI?! Riesci a stare in piedi? MA ORA DOVE SEI?!

Ero in biblioteca, fortunatamente da solo in quel momento. Ho posato il cellulare sul tavolo. Riuscivo tranquillamente a sentire nonostante il vivavoce fosse disabilitato.

– Guarda mamma… per me basta aumentare leggermente il Tapazole. Due pillole in più al giorno. È inutile spendere soldi per un’altra visita da Fusilli, tanto la cura deve durare almeno un anno e mezzo.

Fusilli è l’endocrinologo attualmente in carica.

– MA COSA DIAVOLO DICI?! Ti ho già prenotato la visita. Domani mattina alle nove.

Il mio volto era diventato identico a quello della Santa Teresa in estasi del Bernini.

Erano le cinque del pomeriggio, in biblioteca non avevo ancora trovato quel che cercavo e quella sera, se avessi voluto rispettare un appuntamento non fissato da me, avrei dovuto fare un viaggio di tre ore per tornare a casa.

– Caro Stefano, mi dici che ti senti bene, in forma. È un buon segno, nonostante questi risultati un po’ fuori la norma. Io direi di aumentare leggermente la dose di Tapazole. Facciamo quindi che prendi due pillole al mattino e due alla sera.

Mi piace il sapore di metimazolo al mattino. Sa di vittoria.

Uscendo dallo studio mia madre era tranquilla e i soldi non fatturati dati a Fusilli sembravano non occupare la sua mente.

– È stato confortante Fusilli, vero? Non mi è parso per nulla allarmato.

Ho registrato di nascosto quest’ultima visita. Tempo tre mesi dovrò controllare nuovamente la produzione degli ormoni. Nel caso non si fossero ancora stabilizzati, potrei restarmene tranquillamente a Roma. Direi a mia madre di inserire la cassetta nel DAT e ascoltarla. Avrebbe lo stesso risultato di una visita, sia su di me che su di lei, ma con un notevole beneficio per il portafoglio di famiglia.

Intanto ho deciso di cercare un endocrinologo a Roma.

 

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4 commenti

  1. Interessante ma soprattutto coraggioso nel trattare un argomento per niente convenzionale..Attendendo il seguito..

  2. come prima impressione mi sembra molto ben fatto: scorrevole, non noioso, un argomento della vita quotidiana trattato con la giusta ironia ( da te non mi aspettavo diversamente!)
    attendo anche io il seguito…

  3. @Luca: ti ringrazio per avermi dato del coraggioso, forse esagerato. Ti assicuro che ho scritto il racconto con assoluta scioltezza. Spero ti piacciano anche le prossime puntate.

    @Dora: grazie anche a te!

  4. Molto limpida la scrittura: si legge senza fatica.
    Intriga il motivo medico, ma c’è dell’altro da scoprire e capire.

    Mi accodo a coloro che aspettano il seguito!