Per 12-15 pancake, quindi 4 persone (non vorrete farmi credere che ne mangiate meno di 3 a testa! Se sì, non siete degni di continuare la lettura).
2 uova
250-300 ml di latte
1 pizzico di sale
200 gr circa di farina
Il pancake danese è un ibrido tra il pancake americano e la crêpe francese, e come tutti gli incroci culturali è bellissimo, nonché squisito.
A prepararlo ci vogliono non più di cinque minuti. Dieci, se avete ancora gli occhi gonfi di sonno e non avete preso il caffè.
La preparazione dell’impasto è semplice: sbattete bene le uova, aggiungete il latte, un pizzico di sale e poi la farina, un po’ alla volta, senza mai smettere di girare il tutto. Mescolate fino a ottenere la consistenza perfetta: qui comincia la parte difficile.
Il composto dev’essere liquido ma non troppo, denso ma che scivoli sulla padella.
La prima volta che preparai i pancake (ok, le prime tre volte) feci sempre lo stesso errore, che spero di risparmiarvi: il mio impasto era troppo denso, e una volta versato nella padella non faceva il sottile strato che serve a noi, si formava invece un materasso in lattice altissimo, incommestibile e disgustosamente spugnoso.
Io li mangiai comunque per orgoglio, ma il mio stomaco si intoppò per una settimana, dunque: evitiamo magari, eh?
Durante la preparazione dell’impasto, avrete riscaldato la padella antiaderente. Mi raccomendo, che sia ben calda! Fate sciogliere una noce di burro su tutta la superficie e accingetevi a NON combinare il mio stesso disastro. A tal proposito, vi spiego il trucchetto: usate una tazza da tè (la classica mug) e riempitela di impasto fino a poco più della metà. Questa è la quantità necessaria per ogni pancake.
Versate e inclinate la padella finché la superficie non sia interamente coperta da uno strato sottile. Vi accorgerete che un lato è pronto quando i bordi si colorano, allora sollevando il pancake noterete che la parte a contatto con la padella ha assunto un divertente colore fashion-maculato. Ci vuole circa un minuto, a fuoco medio, o anche meno.
È il momento di girarlo. Se vi sentite particolarmente estroversi potete tentare la manovra da chef del ribalta-frittata. L’unica volta che ci ho provato il pancake è finito in testa al mio gatto, dunque ora uso una semplice spatola in legno.
Ancora un minutino scarso per l’altro lato et voilà: il pancake è pronto per essere messo su un piatto.
Io spolvero un cucchiaio di zucchero sul pancake ancora caldo, così che si sciolga, e ci impilo sopra i successivi.
Quando ho finito e mi ritrovo con un’appetitosa pila, mi diverto a farcirli.
E qui potete sbizzarrirvi: nutella, marmellata, gelato, crema, frutta fresca a fettine, pistacchio e miele… quel che volete.
Stendete la farcitura sul pancake, arrotolatelo e servitelo con una spolverata di zucchero a velo.


















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