Se la primavera vi ricarica e credete che questo sia il momento giusto per incominciare davvero qualcosa lasciandovi alle spalle il passato per progettare un futuro nuovo di zecca, questa playlist non fa per voi.
È un insieme di canzoni vecchie, usate, consumate e rattoppate dove le voci non cantano, cigolano.
La prima canzone è del 1934 e in mezzo c’è pure un pezzo di musica classica, ma cronologia a parte è la sensazione di essere intrappolati in un tempo che si ripete da sempre che lega e logora tutte le 15 tracce.
Mentre l’ascoltate potreste sedervi vicino alla finestra e provare a fare cerchi col fumo, ma se fumare non è il vostro hobby potreste anche fare qualcos’altro, tipo osservare i tetti, le grondaie, le nuvole o la gente che passa in lontananza correndo di qua e di là.
Provate a domandarvi dove diavolo vanno.
Provate a domandarvi dove andate voi.
Poi fermatevi.
Non è una playlist di proporzioni esistenziali, è solo un modo per gustare il tempo.
- Leadbelly – Midnight Special
- Tom Waits – Jesus Gonna Be Here
- Pearl Jam – Strangest Tribe
- Nick Cave – Hallelujah
- Bach – Toccata e fuga in Re minore
- Vinicio Capossela – Che coss’è l’amor
- John Frusciante – As can Be
- Beck – Cyanide Breath Mint
- Vinicio Capossela – L’uomo vivo
- Alela Diane – The Pirate’s Gospel
- Diaframma – Il Telefono
- Tom Waits – Lie to Me
- Jon Spencer Blues Explosion – Burn it Off
- Goran Bregovic – Kalashnikov
- Tom Waits – Such a Scream


















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