Non una notte per S

- 29 Marzo 2010

Devo dirlo: in S ci sono delle parti che speri finiscano al più presto. Ti mettono alla prova col loro carico di parole bulimiche, ti turbano con immagini spalancate come fauci di cani. E poi, invece, ci sono frasi che leggi due, tre volte, le mastichi per qualche minuto: capirle ti è utile, ma assimilarle ti sembra indispensabile.

Questo è un libro che non puoi leggere tutto d’un fiato. Devi centellinarlo, gustarlo lentamente, altrimenti non riesci a succhiare il senso delle parole. E sarebbe un peccato, perché S è la storia della scrittura, del mondo, dell’uomo. E della loro fine.

Dentro S trovi il suicidio di un padre, un amore che si è rotto e non sai perché, lupi cani lucertole e bambini assassini. Dentro S trovi una cella. Sulle sue pareti corrono lettere per S, lettere incise coi denti, testimoni di una storia destinata a perdersi.

Dentro S trovi certe frasi perfette che non riesci a non sottolineare: «Le parole prima di asserire deviano, mi dicevo. Anche quelle scritte, che testimoniano la menzogna. Siamo sempre un passo oltre, o un gesto prima di ciò che scriviamo».

È un libro che devi assumere a piccole dosi, o ti sembrerà di soffocare. E va bene così. Chi l’ha detto che i bei libri si fanno leggere in una notte sola? Io ho passato cinque notti con S, e quando l’ho finito erano le quattro del mattino, ho chiuso gli occhi e l’ho sognato.

S

Davide Brullo

Marietti 1820

Collana Le Fionde

16 euro

 

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