In ogni che film che si rispetti dovrebbe esserci, secondo me, uno zio Frank. No, non quello del bambino biondo lasciato a casa da solo a Natale.

Ma uno per cui valga la pena di ricominciare a parlare:

Dwayne: “A volte vorrei dormire e svegliarmi solo a 18 anni. Evitarmi tutta questa merda, il liceo e tutto il resto.”
Zio Frank:“Conosci Marcel Proust?”
Dwayne: “Il tizio che insegni tu?”
Zio Frank: “Sì. Scrittore francese. Perdente assoluto. Mai fatto un lavoro vero. Amori non corrisposti. Gay. Passa 20 anni a scrivere un libro che quasi nessuno legge. Ma è forse il più grande scrittore dopo Shakespeare. Comunque, arrivato alla fine della sua vita, si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto, erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice, tutti sprecati. Non gli hanno insegnato niente. Perciò, se vuoi dormire fino a 18 anni, ah!, pensa alle sofferenze che ti perdi. Il liceo, dici. Quegli anni sono il fior fiore delle sofferenze. Non ci sono sofferenze migliori.”

Little Miss Sunshine

Regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris

Anno 2006

E se non proprio uno zio, in ogni film che si rispetti dovrebbe esserci un Frank.