III. Non solo cacca: gli ottantaquattro secondi che sconvolsero il mondo

Insomma: il tempo globale è rimasto fermo per ottantaquattro secondi: gravi le ripercussioni su fasi lunari, maree, nascite, morti, asse terrestre, capodanno, compleanni, Natale e ordine pubblico.

Si sono contate, circa, diecimilanovecentottantatré cacche e pisce nelle mutande, mondialmente, in meno di un minuto e mezzo. Chi se lo sarebbe mai immaginato? Eppure chissà quanta gente, anche in questo preciso istante, sta stringendo le chiappe. Il mondo è pieno di corse contro il tempo: per lo più verso i cessi. Per non parlare di tutti i salti della quaglia toppati. E di tutte le parole che qualcuno si aspettava di sentire e che non sono state sentite e che non sono state dette da chi ci si aspettava lo facesse. E di tutte le musiche interrotte. E di tutti i matrimoni in sospeso: che non ha detto lo voglio. E di tutte le riunioni di lavoro. E di tutte le interrogazioni a scuola: guardi, professoressa, che ho studiato sul serio. E di tutte le righe che si potevano scrivere e che non sono state scritte e che non saranno mai scritte. E di tutte eccetera eccetera eccetera.

Sentite, per esempio, cosa mi ha raccontato il mio amico Arturo: «Ero lì che facevo colazione e, tac! Come se mi fossi riaddormentato: quando ho recuperato conoscenza il mio biscotto era già storia: il latte lo aveva ridotto in poltiglia. Povero biscottino».