“6, 9, 6, 2, 6, 3, 4, 7, 3, 5, 4, 3, 2, 5, 8, 6, 2, 6, 3, 4, 5, 8, 7, 8, 2, 7, 7, 4, 8, 3, 3, 2, 8, 8, 4, 3, 2, 4, 7, 7, 6, 7, 8, 4, 6, 3, 3, 3, 8, 6 […]”
Una serie di numeri che continua per due pagine e mezzo. No, non ha nulla a che vedere con Fibonacci, e nessun gatto ha passeggiato sulla tastiera.
Lo sapevate che il numero di esseri umani che attualmente popolano la Terra è superiore alla somma di tutti quelli morti finora? “Per dire, se tutti volessero recitare Amleto contemporaneamente, non ci sarebbero abbastanza teschi”.
Ha un intuito geniale Oskar: 9 anni, tante invenzioni e la ricerca di un contatto con il padre, morto nell’attentato alle Torri Gemelle. A sua disposizione una chiave (quanti miliardi di serrature esistono a New York?) e una busta con su scritto il cognome Black (quanti milioni di Black vivono a New York?).
E no, non aspettatevi l’ennesima storiella strappamutande sull’11 settembre. Magari la lacrimuccia ve la concede pure, ma due pagine dopo, garantito, il coinquilino vi pregherà di raccontargli la barzelletta che tanto vi fa sghignazzare.
Ho scoperto Foer grazie a un esame sulla letteratura ebraica americana, e probabilmente rappresenta l’unico regalo degno che l’università mi abbia fatto. Da allora non l’ho più mollato, e se riesce a tenere una spregiudicata amante della fiorentina al sangue come me appicciata alle sue 360 pagine, appena edite in Italia, sulle virtù del vegetarianesimo… beh, ha una penna che vale. Decisamente. E anche un visino carino e pulito, pure per me che adoro i maledetti. È un pulito maledettamente affascinante, il suo.
Nota bene: so che non dovrei, ma io consiglio la lettura in lingua originale. Tradurre “to get heavy boots” è un’impresa impossibile, persino per l’eccellente Bocchiola.
Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
Guanda
collana Narratori della Fenice
Euro 16,50


















a me è rimasto nel cuore.
Assolutamente d’accordo! E’ uno dei miei libri (e autori) preferiti in assoluto. E sia Molto forte che Everything is illuminated dovrebbero essere letti in originale. Lo stesso incipit di Molto forte con tutti quegli “How about…” tradotti con “E…” proprio non può andare! Così come “googleplex” etc etc.