450 gr di carote
6 uova
300 gr di farina
350 gr di zucchero di canna
350 gr di olio di semi di girasole
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
Cannella
Noce moscata
15 gr di bicarbonato
Noci tritate
100 gr di Philadelphia
200 gr di burro
50 gr di zucchero a velo
Succo di mezzo limone

Sarà pure imbattibile, il gusto dell’espresso, ma pensate a una colazione senza fretta, seduti a un tavolino vista strada (pedonale), o all’aperto se c’è il sole, tazzone di caffè americano bollente che per finirlo ci vanno tre quarti d’ora, fettona di torta, libro, computer… io, quando la voglia matta di Starbucks e simili chiama, rispondo così: prendo 450 grammi di carote e le grattugio. Poi mescolo 350 grammi di zucchero di canna e 350 di olio di semi di girasole, aggiungo 6 uova e monto il tutto con le fruste. Aggiungo 300 grammi di farina, una bustina di lievito, 15 grammi di bicarbonato, un pizzico di sale, cannella e noce moscata. Alla fine ci metto le carote e qualche noce tritata. Inforno per circa un’ora e nel frattempo preparo la glassatura: faccio ammorbidire 200 grammi di burro, aggiungo 100 grammi di philadeplhia, 50 di zucchero a velo e il succo di mezzo limone. Monto con le fruste fino a quando diventa bello spumoso, e spalmo sulla torta, che sarà diventata alta alta e morbida morbida.

Se proprio siete integralisti del caffè ristretto, fatevi un the, perché l’articolo 1 della legge delle colazione lenta recita: No moka, Sì mug!