Ade Dagli Inferi I

- 4 Marzo 2010

Era l’ultima data del Tour e, seduti alla reception, capivamo che quella sarebbe stata anche l’ultima volta che avremmo suonato insieme. Ma che sarebbe finita proprio così, in questo modo assurdo, nessuno lo avrebbe mai immaginato.

Le cose erano andate più o meno in questo modo.

Ai tempi del Liceo Antonio Eppideis aveva appeso qua e là dei volantini dove diceva di cercare musicisti per futura formazione di metal-band su onda gotica. A me il gothic non era mai piaciuto ma, nonostante questa mia avversione, ero comunque cresciuto a pane e trash e grunge e indie e rock and roll in generale. L’idea mi piacque.

Avevo sentito di questo Eppideis, sapevo che suonava la batteria e quella mattina, dopo aver letto il volantino, mi diressi subito nella sua aula per parlargli. Era seduto in fondo, naturalmente. Mi presentai.

Fummo già a buon punto. C’era la sua batteria, c’era il mio basso, mancavano solo una chitarra e una voce. Li trovammo entrambi nella stessa persona il sabato sera seguente.

Eravamo giù al Pub quando poco dopo la mezzanotte salì sul palchetto di legno un zozzoso metallaro ubriaco. Io e Eppideis lo guardavamo quasi assenti, mentre sorseggiavamo una birra scura. La solita. Quando iniziò a cantare, però, posammo il boccale e restammo a guardarlo.

Gli telefonai il mattino successivo, dopo che uno del giro mi aveva dato il suo numero di casa. Aveva la voce spezzata e non ricordava niente della sera prima. Non importava. Gli dissi di vederci al Liceo il giorno dopo e il giorno dopo, nei pressi dell’Aula Magna, ci si presentò con la chitarra a tracolla e un microfono puzzolente di sputi.

Ciao. Sono Cisco.

Lui è Eppideis e io Macsgazzè.

Dissi.

In classe mi chiamavano così perché Max Gazzè era l’unico bassista che conoscevano.

 

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