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Liberazione/3

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(ovvero Tuffo nella piscina vuota)

“Non c’è nulla di più doloroso del dover lasciare una persona semplicemente perché non c’è altra scelta”, mi dice Valeria dalla sua poltrona.

Io annuisco, non ho altro da dire. I fantasmi sono ovunque e temo che mi troveranno anche qui, a casa sua, uno dei pochi posti in cui non ci sia nessun ricordo legato a Marco, il GB.

Poco dopo me ne torno a casa. I fantasmi, puntuali, escono dalle loro tane e mi seguono fino in macchina, il posto dove gli ho parlato l’ultima volta. Nonostante siano ormai passati più di dieci giorni, a volte mi sembra di sentire ancora il suo profumo aleggiare nell’abitacolo. Allucinazioni. Temo che impazzirò, e allora la mano corre al cellulare, inizia a digitare il suo numero, che ho cancellato dalla rubrica ma che tanto conosco a memoria; poi però i neuroni ricominciano a funzionare come dovrebbero e prima di scrivere le ultime cifre riesco a cancellare tutto e a metterlo via. Davvero questo non-fidanzato, questa non-storia significavano tanto per me?

“Io me ne vado”, dico a mia madre nel pomeriggio.

“Ah”, risponde lei, senza staccare gli occhi da Uomini e Donne, “Già che esci, puoi comprare i biscotti? Sono finiti.”

“Mamma, non sto uscendo…”

“Come no? Oddio, e i biscotti…?”

“… sto cercando di dirti che ho deciso di trasferirmi”.

Finalmente sono riuscita ad attrarre la sua attenzione: spegne addirittura il televisore.

“E dove?”, chiede infatti, con sincera curiosità.

“A Londra”, rispondo. Ci ho riflettuto un po’, e l’Inghilterra mi sembra abbastanza lontana da Marco, da lei e anche da Uomini e Donne, già che ci sono.

“Ma con quali soldi?”.

“Ne ho un po’ da parte”, dico.

Lei, rassicurata, riaccende la tv.

Con i miei amici la cosa è meno semplice.

“Stai solo scappando”, commenta Claudio.

“Come farò senza di te?”, piagnucola Valeria.

“Non sto scappando, cerco solo di cambiare qualcosa, visto che finora, qui, non ho concluso niente. Anzi, perché non venite anche voi?”.

“Verremo sicuramente a trovarti”, fa Claudio, “ma quanto a trasferirsi non se ne parla. A Londra c’è un clima di merda, si mangia malissimo e la Regina Elisabetta mi sta sulle palle”.

“Che provinciale”, sbuffo. “E poi, espatriare va tanto di moda. Non lo sai che l’Italia è un Paese gerontocratico e clinicamente morto?”.

Lui mi ride in faccia:

“E la soluzione quale sarebbe?”, fa, con gli occhi che gli brillano, “Andarcene tutti e lasciarlo in mano ai pensionati e alle loro badanti?”.

 

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11 commenti

  1. le non-storie con i non-fidanzati allora succedono sempre con chi si chiama Marco…adesso ho capito!aspetto con ansia…

  2. Marco, Alessandro, Teofrasto… magari bastasse il nome per identificare il GB! Si annidano ovunque, peggio degli acari ;-)

  3. devo dirlo, comunque andrà è tristissimo. nel corso della seconda puntata ho sentito la tristezza inondarmi.

  4. Mi dispiace, Pit. Davvero. Ma è difficile raccontare la fine di un amore suscitando allegria. Comunque ti prometto che la prossima puntata sarà meno deprimente!

  5. federica

    già.

  6. ahahaahhah, ok! comunque era un modo per evidenziare quanto trasmetti qualora tu non lo sapessi già.
    il quanto sta e per il quantum, e per la tipologia di sensazione trasmessa. :D

  7. Grazie ^_^

  8. Io ci sto credendo davvero. Sarà perchè ho anche io un GB dal quale scappare? Vengo anche io a Londra! Prenoto il low cost? :-)
    V7days

  9. Sìììììì, SCAPPIAMO!!! :-D

  10. molto bello e molto vero, complimenti :)

  11. :-)