Il mondo salverà la bellezza IV

EPILOGO

La vita è una complicazione dell’esistenza. Si può esistere o si può vivere. Complicarsi, piegarsi, su sé stessi e sul mondo. Raccogliere e raccogliersi. La frase del principe Miskin è un’anastrofe. L’inversione dell’oggetto con il soggetto rivela la sua profonda verità: il mondo salverà la bellezza. Il punto di interesse è il mondo. E se c’è qualcosa che ha bisogno di essere salvato, è la bellezza. Se a un certo punto della storia la bellezza, la bellezza perfetta che allude alla pace e alla perfezione e alla filosofia e alla linguistica si è persa e si è confusa in un tanga, quando l’ideale della Madonna viene confuso con quello di Sodoma, sarà il mondo con il suo essere immondo e spietato che salverà tutto. Sarà la confusione, sarà il caos, sarà il male. Sarà la libertà.

SETTEMBRE 2010

Siamo rimasti solo io e tu, lettore del futuro. Qui non c’è più nessuno. Sono morti tutti. No, non li ho uccisi. Sarebbe stato banale e mi sarei annoiato. E invece, questa appena trascorsa e che probabilmente sarà la mia ultima estate, è stata una delle estati meno noiose della mia vita. Ho dovuto pensare. Pensare a come complicare l’esistenza di quei quattro disgraziati che sono sopravvissuti a tutto fuorché alla loro semplicità, alla loro bidimensionalità televisiva, alla vita.

Nessuno avrebbe saputo meglio di me che sono stato il demiurgo delle loro esistenze, come mettervi fine. È bastato smettere di essere il loro autore e di farli andare a ruota libera.

Selene è stata la prima. Il primato se lo è guadagnato, in un certo senso lei è la musa ispiratrice del mio progetto. È morta di dissenteria ai primi di luglio. Ha continuato a mangiare yogurt scaduto con molto più dei fermenti lattici vivi. “Ragazzi, dovete assolutamente provare questi vasetti. Da quando li mangio regolarmente dimagrisco a vista d’occhio”. È morta magra e contenta.

Il secondo a lasciarci è stato Miguel. Il mito di Narciso versione fashion victim! Disperato dal fatto di non avere più a disposizione il suo parrucchiere, ha cominciato a essere ossessionato dallo stato dei suoi capelli. Passava le giornate con la spazzola in tasca e il phon a portata di mano. A portata di mano anche durante la sua ultima festa in piscina. Dopo una bella nuotata è riemerso, ha inserito il phon nella presa e si è ributtato in acqua. Splash!

Poi è stato il turno di Giada. Sono dovuto intervenire, devo ammetterlo. Ho forzato il caso. Sapevo che lei era un’appassionata di tarocchi. La notte di San Lorenzo mi sono improvvisato zingara e le ho predetto la sua fine. E poi è bastato organizzare il mondo in modo che coincidesse con la predizione. Quando lei ha riconosciuto i segni, li ha assecondati. In effetti è insolito che uno struzzo entri nella tua camera da letto e che al mattino nella borsa dei trucchi si trovino solo scheletri di topo e infine ritrovarsi un tagliacarte di osso con gli swarovski. Ma, quando si ha un’intera città a disposizione, si può fare accadere di tutto. Con lei ho barato. Sono stato autore, ho messo in scena. Ma solo la sua superstizione l’ha spinta a tagliarsi le vene.

Lasciare Vito per ultimo è stata un’idea astuta. Lui era quello più predisposto alla vita, perché dotato di una notevole intelligenza pratica. Ma ero assolutamente certo che i suoi nervi non avrebbero retto alla sorte dei compagni e all’idea di rimanere solo con me che gli sono stato sempre, completamente estraneo. È uscito fuori di testa. Ha smesso di mangiare. Non so se sia morto di fame o di angoscia. Non l’ho sepolto. Mi sono solo spostato. I suoi resti saranno l’archeologia futura.

Io mi sono messo in viaggio. Sono solo e innocuo al futuro del pianeta. Ma non durerò a lungo, la mia era già una vita complicata e la malattia, una di quelle con la data di scadenza, me la portavo dentro da prima che tutto questo accadesse.

Il mondo è pronto. La bellezza sarà una responsabilità tua, lettore del futuro.

 

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1 commento

  1. uh! bello bello.