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La Teiera di Russel (Elementi di Teiologia Fondamentale) parte terza

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La prima cosa che colpisce, nello spazio interplanetario, è il silenzio. Il silenzio che solo il vuoto può dare.

O per lo meno vi colpirebbe quei 30/40 secondi in cui riusciste a trattenere il respiro prima di soffocare per la mancanza di ossigeno. Per quanto non sia molto sicuro che uno che stia per soffocare farebbe molto caso al silenzio.

Ad ogni modo, in una porzione di spazio interplanetario, tipo fra la Terra e Marte, per dire, la quantità di atomi presenti è del tutto trascurabile, tanto che alcuni scienziati parlano apertamente di vuoto (gli scienziati sanno che dire “vuoto” significa fare un’affermazione quanto meno complicata, ma agli scienziati in genere piace semplificare, sennò le cose si incasinano irrimediabilmente).

Quello che gli scienziati ignorano (o meglio, una delle molte cose che gli scienziati ignorano, e che li sorprenderebbe almeno quanto avrebbe sorpreso James Dixon), è che nello spazio fra la Terra e Marte esiste una piccola anomalia di materia in permanente rotazione su se stessa ed in rivoluzione attorno al sole su un’orbita ellittica lievemente eccentrica.

Supponendo di avvicinarsi lentamente a questa leggera anomalia spaziale, ci si renderebbe conto che questo piccolo agglomerato di materia, praticamente impossibile da rilevare anche dal più potente dei nostri telescopi, ma che nondimeno esiste, non ha affatto una forma indistinta, ma è strutturato in modo che sarebbe decisamente comprensibile alla mente umana, se solo riuscisse a percepirlo.

Avvicinandoci ulteriormente, a questo punto non ci dovrebbe sorprendere granché accorgerci che questa materia solida, coagulatasi all’inizio dei tempi (o meglio, prima dell’inizio dei tempi) ha la forma di una Teiera, con una superficie che ricorda molto da vicino il metallo argentato (e non la porcellana cinese, come alcune tradizioni apocrife rimandano).

Se potessimo esplorare la Teiera, ci renderemmo conto che il microclima all’interno è piuttosto simile al nostro, con un’atmosfera fresca d’inverno e piuttosto calda e umida in estate, quando i raggi del sole colpiscono direttamente la parte inferiore della Teiera facendo lentamente evaporare il grande mare al centro, e scaldando le vette delle montagne innevate nella zona più a nord della Teiera. Per quanto, non essendo la Teiera perfettamente sferica, è evidente che le condizioni climatiche siano un po’ incasinate.

Comunque, è proprio nella zona nord (qualsiasi cosa voglia dire la zona nord di una Teiera, intendo), precisamente in un leggero avvallamento della cima innevata del monte Zolletta, che visto dai piedi della montagna si direbbe assomigli ad una piccola culla, in un paio di capanne disposte in modo apparentemente casuale, che abitano le divinità che governano il pianeta Terra.

 

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2 commenti

  1. Sempre siano lodate le divinità della Teiera per le parentesi ritardanti!

  2. Asi Claypool

    e come finisce la storia della teiera?