Sikitikis

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Non è facile scegliere 15 canzoni per rappresentare il proprio percorso/mondo musicale.

Ho scelto quelle che, per la mia esperienza, sono state in qualche modo significative per la mia crescita come ascoltatore e musicista.

La parzialità della scelta è insita nell’elenco stesso.

  1. Ludwig Van Beethoven -  Sinfonia n.9 in re minore, Op.125
    La mia maestra delle elementari ci portava una volta alla settimana in un’aula col giradischi. Piazzava su questa sinfonia e ci chiedeva di ascoltare in silenzio. Poi di scrivere i pensieri che l’ascolto aveva suscitato in noi. E’ stato il mio primo approccio emotivo/intellettuale con la musica.
  2. Lucio Battisti – Dio mio no
    Battisti (e Celentano) li ascoltavo, in macchina con papà e mamma, mentre mi portavano a scuola. Una canzone che esprime e riassume tutti i lati umani ed artistici del grande Lucio.
  3. Pink Floyd -  Shine on you crazy diamond
    Quando mio padre me la fece sentire la prima volta mi sentii quasi come drogato. E’ una canzone che ha aperto in me nuove percezioni della musica.
  4. Duran Duran – Rio
    Il pop inglese come baluardo della mia adolescenza in musica. Nella classica sfida con gli Spandau scelsi Simon Le Bon e soci che, in qualche modo, trovavo più irriverenti.
  5. The Smiths – There is a light that never goes out
    Gli Smiths di Morrissey come rappresentanti della mia sbornia da quattordicenne per la new wave inglese. Uno dei brani più belli mai scritti.
  6. Elvis Presley – Jailhouse rock
    A quindici anni la figura del “rebel without a cause” ti affascina in amaniera incredibile. Il passo verso l’acconciatura a banana, l primo pacchetto di Lucky strike e le creepers con la zeppa ai piedi è stato naturale. Il rock’n'roll.
  7. The Cramps – Human fly
    Scoprire che il rock’n'roll e il punk possono creare una miscela esplosiva. Scoprire che la dannazione, la mania per i B-movies e le perversioni peggiori possono contagiarti come un’infezione. Scoprire che non si guarisce più da questa malattia.                                                                                                                                                                                       (Lux Interior R.I.P.)
  8. Mano Negra – King Kong Five
    La patchanka ha avuto su di me un effetto incontrollabile: per la prima volta i miei steccati musicali caddero e, al loro posto, l’idea di contaminazione totale prese il sopravvento. Per me ascoltare e suonare musica non è più stato lo stesso.
  9. The Clash – The magnificent 7
    Un gruppo fondamentale. Li ho scoperti con il punk e mi hanno portato verso quell’idea di contaminazione totale di cui parlavo sopra (per i Mano negra, i loro diretti figli illeggittimi). Questo brano come emblema di un modo punk di fare groove.
  10. Casino Royale – Dainamaita
    E questo è per chiudere il cerchio. Il gruppo italiano più avanti di tutti (pure troppo, tanto da non riuscire mai a raccogliere al momento giusto). Il coraggio e la testa di cambiare stile nel momento in cui loro uno stile l’avevano consolidato. Il mio disco definitivo italiano. Fondamentale.
  11. Ennio Morricone – The man with the harmonica
    Questo è stato il brano col quale ho conosciuto davvero il Maestro. Da questo momento la musica composta per il cinema diventa in pratica la mia vera ossessione. Non potrei scegliere con serenità nell’arco del suo sterminato repertorio di lavori per il cinema e non, perchè secondo me è semplicemente il musicista italiano definitivo.
  12. Portishead – Sour times
    Una delle più belle canzoni di tutti i tempi. L’atto di nascita del c.d. trip hop. Un suono e una voce che percorrono il tempo senza subirne i segni sulla pelle.
  13. Mr Bungle – Retrovertigo
    Il presente e il futuro dell’attitudine crossover. Cito i Bungle perchè in un colpo solo racchiudo i Faith no more, Mike Patton e John Zorn, loro mentore e mio incontrastato genio musicale degli ultimi 50 anni.
  14. Radiohead – Jigsaw falling into place
    La migliore espressione della musica (rock) moderna. Intensità al massimo delle potenzialità.
  15. Johnny Cash – Personal Jesus
    Negli ultimi 10 anni è impossibile stilare una qualsiasi lista di brani senza includere il lavoro svolto da The man in black sul repertorio pop/rock moderno. Reach out and touch Faith.
12345 (voti 3, media: 5,00 su 5)
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1 commento »

  1. Ma bellissima questa playlist! Mi ha accompagnato in questa ultima giornata di lavoro pre-festività.
    Mettere assieme Portished, Beethoven e The Smiths si merita 5 stelle! Yep!

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