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Nuoto libero 07,00-21,00 parte seconda

di



13,00

Stompff!

Il rumore del dorso del piede che incontra l’acqua.

Arrivo a bordo vasca, virata orizzontale, spinta col piede destro, stompff, col piede sinistro. Ci voleva questa nuotata, anche se a quest’ora c’è un po’ di traffico natatorio. È da stamattina che sono nervosa. Prima quel coglione che, incredibile, faceva colazione nel parcheggio, in macchina. Ora che mi ha detto di non essere “pronto per una relazione”, mi evita venendo a ore antelucane?

Lo stronzo. E stronza io, che sono arrivata in bicicletta con freddo orrendo addosso e prima del solito, per mettermi avanti col lavoro. Metà del mese. Stipendi e calendarizzazione dei nuovi corsi di acquaticità. Tutto col fiato della direttrice sul collo. Che sorride sempre chiedendo come va, ma col cazzo che mi sposta un turno di front desk che sia uno, soprattutto in questo mese di troppe feste e troppa pressione. Fortuna che Sonia – devo ricordarmi assolutamente di regalarle quel libro – mi ha dato il cambio un po’ prima.

Stompff!

Orario di pausa lavorativa. Massa di impiegati che vengono a lavarsi via la polvere di mattinate in uffici intrisi di lavoro abitudinario. Occhi arrossati da monitor che replicano numeri e lettere, nascosti dietro occhialini colorati. Arti stressati da posizioni eccessivamente rigide o temerariamente rilassate in cerca di un massaggio acquatico, di moto che purifichi la circolazione sanguigna.

Nell’abituale corsia mi fermo affaticata. Uno degli agonisti alla mia sinistra, mi vede e istintivamente i pettorali hanno un guizzo. Esibizionismo o reale interesse? No, guarda. Ti sorrido ma ho già dato a frequentazioni acquatiche. Rapida, torno ad accumulare vasche e fatica.

Stompff!

Bello schizzo beffardo indirizzato a occhi indiscreti.

Poi vedo sott’acqua dei tatuaggi riconoscibili da lontano. Due pezzi d’ordinanza, unghie laccate e rana lenta. Si ferma come sempre due metri prima del bordo, poi, alzandosi sulle punte in modo che il sedere si modelli sui muscoli dei glutei, fa tre passettini sexy prima di appoggiarsi, distrutta, dopo una vasca e dopo avere attirato occhi, pensieri di zucchero e di possibilità.

Si sposta in una corsia più lenta, non la perdo d’occhio. Una vasca a dorso e una sistemata al ciuffo che le esce dalla cuffia argentata. Professionista del look, perfino qui. Maschi che flettono i pettorali tanto che potrebbero uscirgli dal corpo. Sai quanto sangue.

Maschi che partono lanciati, sprintando per scaricare testosterone.

Dovrebbero sfidare la nuotatrice che a volte capita nella corsia dei velocisti. Spalle larghe e gambe come prosciutti che quando spingono un duecento dorso spostano un muro d’acqua. Ma lei e la parola sexy non hanno niente in comune.

Continuo a nuotare. Mi sento un po’ brutta se paragonata alla sirenetta tatuata e scarsa paragonata alla nuotatrice. Qualche altra vasca, poi torna il pensiero di dovere terminare le schede per i corsi. Mi fermo, attaccata alla maniglia dello starter. Sospiro guardando l’orario. Il tempo vola, come se il cloro lo manipolasse scivolandomi addosso quasi a scrostare le ansie. Il tizio col pettorale guizzante è al mio fianco, in tipica arte d’approccio da corsia. Marpione, lungi da me. Posso andare. Sonia dovrà pranzare e le schede mi aspettano. Con una spinta agile sono sul bordo accovacciata. Mi sfilo gli occhialini, mi alzo, infilo le ciabattine. Girandomi quasi sbatto contro un petto. Una bocca perfetta dice “Scusa”. Ti ho già visto. Sei un bancario sempre in ritardo. E non sei male. “Niente”. Mi saluta. Ti saluterò con un sorriso domani. Forse. Prima le schede.

 

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1 commento

  1. Mi hai fatto venir voglia di andare in piscina e con questo tempo artico e il mio mal di gola é tutto dire.
    Brava e sempre “vade retro marpioni”