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Natale in casa Malinverno parte terza

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Un bellissimo regalo inconcepibile

La memoria funziona così, che per conservare spazio, negli anni, tiene solo il finale degli episodi del nostro passato e mette da parte quello che è venuto prima.

Per esempio, quando eravamo piccoli e si rompeva un bicchiere, mia madre, per non farci camminare a piedi nudi, ci diceva: i vetrini piccoli vi entrano nella pelle, fanno tutto il giro delle vene, poi arrivano al cuore e vi uccidono! (mia madre ha sempre avuto un modo molto rassicurante di allontanarci dai pericoli). Tanti anni dopo, una sera in cui si ruppe un bicchiere, mia sorella disse a mio nipote la stessa frase. Quando ci sentì ridere, ci guardò stupita: perché? Non è così? Poi ci rifletté e arrivò alla conclusione che no, non era così. È che non ci aveva più pensato e le era rimasto solo il finale: i vetrini uccidono.

La stessa cosa con le conseguenze dei regali inconcepibili.

In vita mia ho fatto tanti regali inconcepibili. Credo che capiti a tutti.

Io però ne ho fatto uno che credo, o meglio spero, non abbia mai fatto nessuno: una volta ho regalato una lattina di coca-cola vuota ad una ragazza che mi piaceva. Giuro che è vero. E non solo ho regalato una lattina di coca-cola vuota, ma l’ho fatto sicuro che fosse un pensiero dolcissimo.

Andò così: una sera osservai la lattina di coca-cola che avevo appena bevuto e mi accorsi che era bellissima. Era una lattina a tema natalizio, con fiocchi di neve, orsi, stelle, babbi natale. Meravigliosa. Decisi che era un oggetto che avrei voluto conservare. Stavo pensando di metterla su una mensola in camera quando capii che no, era un oggetto troppo importante: dovevo condividerlo con qualcuno. Avevo dodici anni e mi piaceva una ragazzina della mia età che abitava nel palazzo di fronte al mio. Lo avrei regalato a lei. Certo, egoisticamente avrei preferito tenerlo per me, ma in fondo l’amore è anche questo, donare a lei ciò che vorresti per te. Avvolsi la lattina in un foglio di carta crespa colorata, arrotolai le estremità come se fosse una caramella, misi su del nastro argentato e preparai un biglietto con su scritto ‘Per Paola. Da Fabio’ (giusto per essere sicuro che non pensasse che quel regalo glielo avesse fatto qualcun altro). La mattina dopo lasciai il pacchetto davanti al suo portone e andai a scuola.

Chissà come reagirà, mi chiesi per tutta la mattina, probabilmente mi salterà al collo e mi prometterà amore eterno. Oppure avrei trovato davanti al mio portone una lettera appassionata e definitiva che avrebbe consacrato la nostra storia. Sì, quasi sicuramente avrei trovato una lettera. O forse mi salterà al collo. Magari tutte e due, mi consegnerà la lettera saltandomi al collo.

Quel regalo non era stato il primo, ma solo l’ultimo di una serie di gesti e pensieri sempre più affettuosi e dichiarati. Il primo regalo era stato una catenina con dei cuoricini. Le avevo fatto un pacchettino regalo, avevo respirato profondamente intuendo forse per la prima volta che il terrore non è che lo freghi respirando, avevo lasciato il pacchetto davanti al suo portone ed ero scappato. Rimasi ventiquattr’ore in apnea, in attesa dell’esito del regalo.

La mattina dopo trovai davanti al mio portone una busta. Dentro c’era una lettera piena di cuoricini, labbra che danno baci e altri disegni altrettanto promettenti. Stava andando tutto nel migliore dei modi.

La mattina dopo lasciai davanti al suo portone una scatolina con dentro un fiore. Una rosa, se non ricordo male.

La mattina dopo trovai davanti al mio portone un foglio di rame con inciso un cuore ed i nostri nomi: Paola Fabio con un piccolissimo spazio in mezzo.

La mattina dopo lasciai davanti al suo portone la lattina di coca-cola vuota.

Non mi rivolse più la parola.

Credo che non mi abbia neanche più guardato negli occhi.

Ero incredulo. Non riuscivo a spiegarmi un cambio di comportamento così improvviso e immotivato. Ero stato troppo insistente? Le facevo troppi regali e la stavo mettendo in imbarazzo? O forse aveva cambiato idea e non le piacevo più? E soprattutto, la lattina, come aveva potuto non ringraziarmi nemmeno? Pensai di affrontarla e di pretendere spiegazioni, ma poi decisi di no, ero piccolo ma avevo un orgoglio.

Non ci pensai più.

Passarono gli anni e ogni volta che mi tornava in mente Paola pensavo che a un certo punto le piacevo, poi chissà per quale motivo non le ero piaciuto più. Nella memoria avevo conservato solo il finale, non quello che c’era stato prima.

Poi però un giorno mi capitò tra le mani una lattina di coca-cola a tema natalizio, con gli stessi fiocchi di neve, gli stessi orsi e le stesse stelle di quella di tanti anni prima e mi tornò in mente la scena. Rimasi pietrificato. Sì, era dura da ammettere, ma era la verità: avevo regalato una lattina di coca-cola, vuota, ad una ragazza.

Adesso immagino la scena: lei che esce di casa speranzosa, emozionata. Scende le scale di corsa per arrivare prima, apre il portone e sì! Il pacchetto c’è! Lo prende in mano, col cuore che le batte forte, vede il bigliettino ‘Per Paola. Da Fabio’ e si sofferma a vedere i due nomi così vicini l’uno all’altro, poi scarta il pacchetto, delicatamente, per non rompere quella confezione così carina, a forma di caramella, srotola la carta piano piano e si ritrova in mano una lattina di coca-cola vuota.

Non so cosa darei per vedere la sua espressione in quel momento.

Non so cosa darei per spiegarle come sono andate le cose veramente. Le direi Paola, lo so, sembra strano, ma in realtà era un regalo fatto con il cuore, a me quella lattina piaceva da morire, la volevo io, sulla mia mensola, con quei fiocchi di neve, gli orsi, le stelle, eppure ho pensato a te, ho pensato che se mi piaceva così tanto allora la dovevi avere tu. Adesso non lo farei più, adesso ti regalerei doni che piacciono a te, che sono sicuro che piacciano a te. Le cose che vorrei tenere per me, quelle, non te le regalerei mai. Eppure, vedi, mentre parlo mi viene un po’ di nostalgia. Perché in fondo quel regalo era perfetto nella sua assurdità. Anzi, forse proprio per la sua assurdità. Era talmente inconcepibile che non poteva non arrivare dritto dritto dal cuore.

Una lattina vuota che arrivava dritta dritta dal cuore.

Forse però così peggiorerei la situazione.

 

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3 commenti

  1. regali inconcepibili ricevuti: un fiore non meglio identificato tolto da un altarino della Madonna con un ancor meno identificabile orribile insetto dentro, tutto immediatamente cestinato; un’ape omaggio di una confezione di propoli spacciata per un portachiavi comprato apposta x me, ma l’etichetta col nome del prodotto al posto del pungiglione lo ha chiaramente sputtanato…
    molto ma molto meglio la lattina!

  2. Applausi.

    (sto pensando a tutti i regali inconcepibili fatti e ricevuti e sto ridendo da sola.)

  3. Bellissimo.