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Emma – parte IV

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Emma, oltre ad essere brutta e grassa, era anche cerebrolesa. Odiava molte cose ma una più di tutte:
“Non avallo che qualcuno glorifichi l’arrivo definitivo di una società giusta, libera e meritocratica per la quale i nostri padri hanno lottato. Il peggio è alle spalle!?! Questo è quello che vogliono farci credere: qui c’è ancora da lottare per la parità!”
“E cosa vorresti fare? Mettere su un esercito?”
“Sul serio, credi che la gente non ne abbia abbastanza? Credi che non sia pronta alla guerra civile?”
“E poi con chi o cosa ce l’avresti, esattamente?”
“Anni e anni di lotte per sconfiggere nepotismo e corruzione, di lotte per la parità tra tutti ma la ‘s’ rimane l’unica consonante che può andare a capo quando cazzo vuole?!?”, chiedeva ogni volta adirata, “… lo vuoi sapere? Lo vuoi sapere? La lettera ‘s’ se la fa col capo…”
“Quale capo?!?”, chiedevo sbalordito.
“Ci siamo capiti…”, diceva lei guardando in alto.

Ed, nel tardo pomeriggio, è morto. Di meteorismo.

Successivamente, schifato da me stesso, dai miei istinti perversi e dalla sifilide, smisi di partecipare a quelle orge: dovetti confessarmi tre volte prima che il parroco me lo perdonasse del tutto. Ma mi mancava, mi mancava lei, mi mancavano le orge, mi mancava la sifilide: dovevo fare qualcosa per riaverla.
Invece vidi tre birre in frigo, le presi e non ci pensai più. Credo che tra noi finì perchè non ho saputo come affrontare i nostri problemi, come dirle le cose che penso. Un mio amico mi consigliò:
“Le donne fanno sempre il possibile per non voler apparire come la suocera: prendi i difetti di Emma e, parlandole di tua madre, dille cosa non ti piace. Per esempio: non sopporto quando mia madre mi chiede dove sono stato con quel tono. Cambierà atteggiamento all’istante!”
Mi sembrò un buon consiglio, per cui lo seguii. Parlando distrattamente del nostro rapporto con i genitori, interrompei Emma e le dissi:
“La cosa che meno sopporto di mia madre è quando smette di succhiarlo prima dell’eiaculazione.”
E’ da quel momento che non ci sentiamo più.
E adesso, a distanza di un paio di mesi, devo dire che sto meglio. Emma non mi manca più e credo che il suo aspetto fisico abbia influito molto: non capita molto spesso di essere quello con meno baffi, nella coppia. A meno che non vi troviate ad un concerto di Tiziano Ferro.
Emma era così brutta che il suo cane lupo, quando veniva richiamato, non tornava mai indietro. E di nome faceva Boomerang.

 

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1 commento

  1. Ho letto tutto solo oggi… davvero un racconto fantastico, ed*!