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Emma – parte III

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Emma era brutta, così brutta che il pubblico ministero, quando la vide, aprì un’indagine sull’operato di Madre Natura. Emma, seppur brutta quanto la morte o, a seconda della suocera che capita, quanto la vita, era una porca senza precedenti: e non l’avresti mai detto, dato che non era mai riuscita ad ottenere impieghi pubblici.

Una maiala segreta con licenza di disidratare, una grassa suina in continua ricerca di proteine: il suo concetto di sesso orale assomigliava più ad una forma di terrorismo religioso. Forse sono io che esagero ma la prima volta che me lo prese in bocca credevo che avessero lanciato una fatwa sul mio pene: va bene simulare un’infibulazione durante i preliminari ma perché, al momento di venire, incitare alla Jihad?

Emma era malata, malata di sesso e, come potei constatare più tardi, di sifilide. Ma ci divertimmo parecchio, all’inizio. Dai menagè a trois passammo alle orge di gruppo alle quali partecipavano ogni categoria di persone: modelle, imprenditori, prostitute, mutilati di guerra, ispettori del lavoro, il parroco del quartiere e la maestra Gianna, la mia insegnante delle elementari morta qualche mese prima.

So cosa vi state chiedendo nelle vostre piccole menti malate: anche un prete? Sì. Nel caso invece vi siate chiesti se dopo un paio di mesi un cadavere è gelido la risposta è no, se lasciata per almeno tre ore su un termosifone. Pivelli.

Per il suo compleanno regalai ad Emma una gogna per le nostre attività di bondage: passammo una giornata indimenticabile. Lei mi chiese:

“Cos’è che ti ha attratto di me, la prima volta che ci siamo incontrati?”

“Avevi quello charme misterioso, irresistibilmente calamitico… tu, invece? Cos’è che ti ha attratto di me, la prima volta che ci siamo incontrati?”

“Avevi bevuto otto birre.”

“Ah… e nient’altro?”

“E un paio di whiskey.”

La pancia di Ed, un tormento.

Il gas all’interno cresce come una fragile maternità cosciente però della potenza devastante che potrebbe scatenare in ogni momento nella sventurata ipotesi d’involontaria emissione: la spinta della prostata, la vibrazione della membrana anale seguita da quel moto sfinterico di piacere è una sensazione impagabile quasi quanto il disgusto che si dipinge sulle facce di chi ti è intorno durante un pranzo in famiglia.

“Cristo, bevi un Actimel!”, ha detto la moglie di Ed dandogli uno schiaffo. Sapete quando bevete yogurt liquido e, pochi secondi dopo, ve la fate addosso? No? Ah. Be’, neanch’io allora.

 

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1 commento

  1. Questa saga è meglio di una sega. (Reader’s Digest)