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Emma – parte II

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Ed, questa mattina, non è riuscito a capire come nè perché, dopo una sbronza a base di amari, le scorregge arrivino a puzzare a livelli tali. E di tutti i bicchieri di Montenegro* che ha bevuto gli fosse mai capitato di aiutare un bimotore ad atterrare o di portare in salvo un rilevante reperto storico nascosto in fondo all’oceano indiano. E il povero Ed è un tipo che si accontenterebbe anche di salvare un cavallo del cazzo precipitato in un burrone.

“Non sono bella, qui?”, chiese Emma mostrandomi la foto di un neonato. Risposi:

“Oh, sì. Ma non mostrarla mai al nonno materno.”

“Scemo, non intendevo in quel senso: non capisci la bellezza dei bambini?”

“Non ho voglia di parlare di religione, adesso.”

“Oh, sempre con la religione e i tuoi commenti acidi!”

“Ehi, credi sia facile vivere badando alla sensibilità di tutti? La vita è già difficile di suo: posso avere la libertà di commentare arbitrariamente qualsiasi categoria sociale generalizzando in maniera sommaria e fottendomente di essere corretto e rispettoso verso minoranze maggioranze e medioranze? E tutti quanti, che si lamentino pure: tanto ci sono le forze dell’ordine.”

“Perchè, loro ti tutelano?”

“Loro non le capiscono.”

“E poi tu ti impegneresti al massimo per non offendere mai la sensibilità di nessuno?”

“No: mi impegno al massimo per farlo.”

“Potresti lasciare stare i cattolici, almeno?”

“Proprio loro? E poi, chiariamo: critico la chiesa ma credo nella parola di Gesù. Mi sono spogliato di tutti i miei averi, io, per il bene della comunità…”

“E quando l’avresti fatto, scusa?”

“Chiedilo a tutti i viados della provincia, se l’ho fatto…”

Dopo l’incidente nella doccia Ed, questa mattina, si è seduto sulla tazza del cesso ed anche lì potete immaginare la raffinata rappresentazione di odori molesti e sofisticatissime melodie.

La rapida vibrazione della fessura anale produce suoni coinvolgenti, surreali, mistici: a volte imita il verso di un rapace in picchiata, altre il rumore di un elefante morente, altre ancora pare come un canto gregoriano.

Se Beethoven questa mattina avesse potuto ascoltare quel puteolento ritmo credo che avrebbe detto… no, non avrebbe detto nulla.

Oh, sì, ecco cosa avrebbe detto: non sono più sordo!

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* = Non mi guardate così: non bevo Montenegro. Mi serviva solo per la battuta.

 

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4 commenti

  1. Emm’ai fatto ridere, m’hai fatto! hihihihi..!

  2. Avresti ridato l’udito a Beethoven.
    Saresti potuto diventare un nuovo idolo.
    Ma non succederà mai, mi spiace.

  3. Pollice in su! (oltre alle 5 stelle ovviamente)