Strofa IV: di orsi e decupage

A volte sei tu che mangi l’orso e a volte è l’orso che mangia te.

Non fa una piega. Lo Straniero de Il Grande Lebowski ha sempre ragione. Soprattutto quando all’orizzonte si addensano nuvoloni neri come la pece e Giove scaglia i suoi fulmini e il mio pacifico stile di vita lascia il posto a mimetica e anfibi.

Cerco sempre di sorprendere l’orso e azzannarlo per prima. Gioco d’anticipo.

Farlo mi regala la sensazione di avere, anche solo per un secondo, la meglio su un mondo che sembra girare in senso antiorario, attraendo eccezioni che diventano regole e regalando all’anormalità lo status di precetto biblico. Da seguire a ogni costo.

“Mi hanno proposto un’intervista con Daryl Hannah”, dico in una delle più concitate ed effervescenti riunioni di redazione a cui mi sia mai capitato di partecipare.

“Che ha fatto, si è trovata un fidanzato ventenne?”. Laura, l’intrepido direttore, rimane con la testa negli scatoloni del servizio moda facendo una lista mentale di tutto quello che andrà a provare in bagno.

“Tredicenne”, rispondo sorridendo. Dal momento che la battuta è stata scambiata per lo scoop del secolo, rettifico. “No, ha lanciato una linea di prodotti eco-sostenibili”.

“Capirai, lo fanno tutti”. Parla e litiga con un braccialetto che si è impigliato in un abito a rete di Lanvin. “Darylin, o come diavolo si chiama, andava di moda negli anni ’80. È vecchia, come faccio metterla in copertina? Gli investitori si rivolterebbero. E l’editore pure. Questo è il numero doppio, capisci? Deve essere glamour!”

Nello sfavillante mondo dei magazine femminili, Natale arriva sempre in anticipo. In autunno, quando la lentezza dell’estate è ormai alle spalle e i trend guardano già al futuro. Per il promettente Flavour, Natale arriva a ottobre, con la preparazione del “numero doppio”, quello in cui e pubblicità raggiungono il picco e le sponsorizzazioni permettono di osare, eccedere, concedere.

Il “numero doppio” richiede una copertina con star internazionale. Il “numero doppio” causa agitazione e nervosismo degni delle migliori scene di Il Diavolo veste Prada.

“Voglio Lindsay Lohan. È amata dagli stilisti e dai fotografi, è cool ed è pure una bad girl. È perfetta”, sentenzia Laura che visiona foto e sistema febbrilmente il timone quasi fosse Anna Wintour alle prese con il famoso September Issue 2007 di Vogue.

Mentre le mie sempre più sorridenti colleghe la assecondano, esasperate da una raffica di richieste deliranti, decido di calare l’asso.

“Perché non provare con Zooey Deschanel? Il distributore italiano del film di cui è protagonista ci manderebbe a Parigi per un’intervista se gli garantiamo esclusiva e copertina ”.

Prima di essere subissata da domande di qualsiasi natura mostro foto, filmografia, discografia e una consistente raccolta di articoli.

Minuto di silenzio.

Con mia somma sorpresa la proposta passa. Ho mangiato l’orso. Senza contare che farò una trasferta di due giorni a Parigi tutto incluso. Per la prima volta non devo pagarmi un viaggio di lavoro. Soddisfatta e rigenerata, mi preparo un caffè e torno alla scrivania a tentare di finire un pezzo sui giovani creativi di Cape Town, tra una telefonata e una ricevuta da firmare.

“Elisa, puoi venire nel mio ufficio?”

L’ossuta e griffata trentenne a capo del personale mi richiama all’ordine. Le mie sorridenti colleghe mi guardano con aria sempre più compiaciuta e compassionevole.

Mi siedo e scorgo Laura accanto alla finestra. Si è tolta i braccialetti pseudo indiani e ha optato per un look decisamente new-wave. Non mi guarda. Osserva il panorama immerso nella nebbia.

“Mi spiace doverti dire che non sarai tu ad andare a Parigi per l’intervista. Ci andrà Laura. Tu ci servi qui. Stiamo preparando un numero doppio, non possiamo permetterci di avere la redazione decimata”.

Non rispondo. Dovevo aspettarmelo. Poteva il mio intrepido direttore lasciarsi sfuggire l’occasione di due giorni gratis a Parigi? Ubi maior, minor cessat…

Mi avvio alla porta, sorridendo internamente, con la consapevolezza che l’ufficio stampa del film ha già stampato un biglietto a mio nome, ma evidentemente la discussione non è ancora finita.

“Aspetta. Abbiamo un’altra cosa da comunicarti. Il tuo stage sta per finire. Noi vorremmo tenerti, perché ha fatto un buon lavoro, ma non ci sono soldi. L’unico modo che abbiamo di sopravvivere è lanciare nuove iniziative editoriali, ecco perché tra due mesi uscirà Craftism, una rivista sul fai da te, dall’uncinetto al découpage. Visto che dovremmo prendere un redattore, abbiamo pensato a te”.

“Beh, grazie del pensiero” dico tra l’incredulo e il sarcastico, mentre dentro una voce inizia un monologo universale che quello di Edward Norton in La 25ma Ora al confronto è una ninna nanna. Solo quell’estremo senso di educazione inculcatomi fin dall’infanzia mi impedisce di vomitarglielo addosso.

L’orso ha mangiato me. Ma non gli renderò facile il processo di digestione.

Prendo le mie cose e mi lascio alle spalle Flavour e il caos di pacchi e abiti per il “numero doppio”.

Mentre torno a casa a piedi provo uno strano senso di libertà. Le vetrine sono come nature morte piene di collezioni Autunno/Inverno già vecchie, nonostante le posizioni plastiche dei manichini. Penso alla povera Daryl Hannah, mi viene da ridere. Ho deciso. Da domani l’unica cosa che scriverò sarà la lista della spesa.

È vero gli oroscopi hanno sempre ragione.

Sagittario, previsioni per il 2009: “È finita la fatica. Il 2009 sarà l’anno della raccolta, la chiave di volta della vostra esistenza. Comincia una nuova era. Saturno lascia il vostro segno e starà lontano per 17 lunghi anni…”.